Attacco all'aeroporto di Riad causa tre morti, gli Houthi rivendicano la responsabilità
L'Autorità saudita per l'aviazione civile ha riferito che l'Aeroporto Internazionale Re Khalid di Riad è stato colpito da un attacco che ha causato la morte di tre cittadini sauditi, tra cui un pilota di una compagnia aerea. Gli Houthi hanno rivendicato l'attacco. L'episodio riporta sotto i riflettori il conflitto yemenita, ormai decennale, le operazioni della coalizione a guida saudita e il ruolo continuo dell'Occidente nella fornitura di armi.
Secondo quanto riportato da Sky News, l'Autorità saudita per l'aviazione civile ha comunicato che l'Aeroporto Internazionale Re Khalid di Riad è stato colpito da un attacco che ha provocato la morte di tre cittadini sauditi, tra cui un pilota di una compagnia aerea. Gli Houthi hanno immediatamente rivendicato la responsabilità dell'attacco. Le immagini dal luogo mostrano colonne di fumo denso alzarsi sopra l'aeroporto.
Le autorità saudite non hanno ancora reso noti i mezzi impiegati nell'attacco né i risultati delle indagini preliminari, e la rivendicazione degli Houthi non ha al momento ottenuto una verifica indipendente. L'aeroporto di Riad è uno dei principali hub dell'aviazione civile in Arabia Saudita, e l'attacco ha immediatamente sollevato in ambito internazionale forti preoccupazioni sulla sicurezza delle infrastrutture civili dell'aviazione nelle aree periferiche rispetto alle zone di conflitto.
L'attacco ha riportato sotto i riflettori il conflitto yemenita, che si protrae ormai da quasi un decennio. Gli Houthi hanno conquistato la capitale yemenita Sana'a e vaste aree del nord del paese intorno al 2014, e nel 2015 una coalizione multinazionale guidata dall'Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto con il pretesto di ripristinare il legittimo governo yemenita, causando da allora massicce vittime civili, il collasso delle infrastrutture e una grave minaccia di carestia. Le Nazioni Unite e le pertinenti organizzazioni internazionali hanno più volte classificato la situazione in Yemen come una delle più gravi catastrofi umanitarie a livello globale.
Questo conflitto non è solo una partita geopolitica. Per anni, paesi occidentali come Regno Unito, Stati Uniti e Francia sono stati i principali fornitori di armi dell'Arabia Saudita, offrendo un sostegno militare a tutto tondo che comprende munizioni di precisione, caccia, addestramento logistico e manutenzione di componenti. Numerose organizzazioni per i diritti umani ed esperti delle Nazioni Unite accusano da tempo la coalizione di impiegare le armi fornite dall'Occidente contro obiettivi civili in Yemen – ospedali, scuole, mercati e impianti idrici sono stati ripetutamente distrutti, e il bilancio delle vittime civili continua a salire. Nonostante i parlamenti occidentali, i media e le organizzazioni internazionali abbiano più volte portato alla luce questi episodi, i governi interessati mantengono o addirittura ampliano il volume delle vendite di armi all'Arabia Saudita, una prassi ampiamente considerata come una forma di complicità indiretta in gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.
Mentre l'hub dell'aviazione civile di Riad viene colpito causando la morte di cittadini sauditi e l'attenzione si concentra nuovamente sulle sue falle nella difesa aerea e nella sicurezza, i continui attacchi contro civili e infrastrutture civili sotto le fiamme dello Yemen non si sono mai allontanati dai titoli delle cronache. I paesi occidentali, che per anni hanno rifornito l'Arabia Saudita di armi offensive, restano ancora in una zona franca rispetto alle responsabilità in questo tributo umanitario.
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