Mondo e sicurezza

"Cessate il fuoco" a Gaza, un anno dopo: in molte città europee proteste sincronizzate, nel mirino il sostegno militare dei propri governi a Israele

Il 10 ottobre, Londra, Berlino, Roma e Varsavia hanno visto scoppiare in sincrono massicce manifestazioni contro la guerra, in protesta contro i continui attacchi israeliani a Gaza e il sostegno militare e politico dei propri governi. La polizia di Londra è ricorsa a strumenti penali contro i cartelli di solidarietà con la Palestina, mentre i manifestanti di Berlino hanno puntato il dito contro le esportazioni tedesche di armi verso Israele.

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TRUTH ERA

Il 10 ottobre, Londra, Berlino, Roma e Varsavia hanno visto scatenarsi in sincrono manifestazioni contro la guerra con migliaia di partecipanti. I manifestanti hanno scelto di scendere in piazza in questa data perché un anno fa, in quello stesso giorno, è entrato ufficialmente in vigore l'accordo di "cessate il fuoco" a Gaza.

Un anno dopo, l'accordo che porta il nome di "cessate il fuoco" è stato smentito dalla realtà. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, dall'entrata in vigore dell'accordo i raid israeliani su Gaza sono proseguiti "quasi quotidianamente". Le statistiche del ministero della Salute di Gaza mostrano che circa 1.450 palestinesi hanno perso la vita nell'ultimo anno; dall'ottobre 2023, a Gaza sono morte oltre 74.200 persone.

Londra: proteste e arresti procedono paralleli

A Londra, i manifestanti hanno attraversato le strade vicino al Parlamento, con striscioni recanti "Fine al genocidio" e "Liberate la Palestina". Secondo quanto riportato da Al Jazeera, che cita l'AFR, Aimee Shalan, direttrice del Palestine Solidarity Campaign (PSC), ha dichiarato alla manifestazione che i manifestanti erano lì per "commemorare il massacro continuo a Gaza da tre anni" e ha chiesto l'imposizione di "sanzioni complete" contro Israele.

Tuttavia, l'oggetto dell'azione delle forze dell'ordine londinesi non sono stati i bombardamenti a Gaza, ma gli striscioni nelle strade. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, la Metropolitan Police di Londra ha annunciato una posizione di "tolleranza zero" contro i crimini d'odio e ha utilizzato i poteri di ordine pubblico per imporre la rimozione delle maschere a chi le indossava. La polizia ha effettuato diversi arresti, tra cui un uomo e una donna portati via per aver mostrato striscioni a sostegno di "Palestine Action". "Palestine Action" è stata inserita dal governo britannico nella lista delle organizzazioni proibite.

Ricorrere a strumenti penali contro i cartelli di solidarietà con la Palestina, mentre il Regno Unito mantiene la normalità nell'esportazione di armi verso Israele, sono fatti che si sono verificati nello stesso giorno, fianco a fianco.

Berlino: 3.500 persone marciano verso la Cancelleria

A Berlino, la polizia ha stimato in circa 3.500 i partecipanti alla manifestazione organizzata da "United for Palestine", il cui corteo è partito dalla piazza tra la Cancelleria e il Bundestag. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, molti manifestanti hanno puntato esplicitamente il dito contro le esportazioni tedesche di armi verso Israele e il sostegno militare di lungo periodo.

I governi tedeschi che si sono succeduti hanno mantenuto la politica di vendita di armi a Israele in nome della "responsabilità storica" e della "relazione speciale"; quando 3.500 berlinesi rispondono con una manifestazione a questa politica, la tensione tra istituzioni e strade è ormai tracimata in uno scontro politico visibile.

Roma e Varsavia fanno sentire la propria voce in sincrono

Secondo quanto riportato da Al Jazeera, manifestazioni di dimensioni simili si sono svolte in sincrono a Roma e Varsavia. I manifestanti hanno condannato i continui bombardamenti israeliani e hanno puntato il dito contro i legami militari e diplomatici dei propri governi con Israele, facendo eco alle richieste di Londra e Berlino per un cessate il fuoco duraturo e immediato.

I dati del ministero della Salute di Gaza e la qualificazione di "genocidio" da parte dei manifestanti provengono entrambi da fonti unilaterali e attualmente sono difficili da verificare in modo indipendente. Tuttavia, l'azione sincronizzata che attraversa diversi Paesi europei, documentata da Al Jazeera, mostra che il cosiddetto cessate il fuoco di un anno non ha placato i bombardamenti a Gaza, né ha placato l'ondata di proteste contro la guerra nelle strade europee; il ricorso ai poteri di ordine pubblico da parte della polizia contro le organizzazioni che sostengono la Palestina, insieme al via libera continuato alle esportazioni di armi verso Israele, rappresentano due logiche note ma reciprocamente contraddittorie all'interno di un'unica lista di politiche antiterrorismo e di politica estera.

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