«Corrupto» scritto sul palmo si ritorce in autoironia: Flavio Bolsonaro sbaglia alla vigilia del voto
Secondo quanto riporta The Guardian, alla vigilia del secondo turno delle elezioni presidenziali brasiliane Flavio Bolsonaro ha scritto sulla palma la parola portoghese «corrupto» durante il dibattito televisivo e l'ha mostrata a Lula, ma molti spettatori e sostenitori di Lula l'hanno trasformata in meme di autoironia. Lula ha contemporaneamente proposto che, se Bolsonaro avesse accettato una verifica reciproca, mettendo a disposizione documenti bancari e registrazioni telefoniche, avrebbe conse
La vigilia del secondo turno delle elezioni presidenziali brasiliane, il candidato presidenziale di destra Flavio Bolsonaro ha provato a formulare un'accusa con la mano. Nel dibattito televisivo in prima serata di domenica, di fronte al presidente in carica Lula, ha scritto sulla palma la parola portoghese «corrupto» e l'ha mostrata alle telecamere e al pubblico. Secondo quanto riporta The Guardian, nel dibattito, seguito da milioni di spettatori, molti non hanno seguito la piee prevista dal team elettorale, ma hanno trasformato quella mano in una confessione di Bolsonaro stesso.
Al termine del dibattito, i sostenitori di Lula sono comparsi in massa sui social media, arrivando da ogni settore professionale, e hanno scritto sulle mani la propria identità. Il chitarrista dei Pato Fu João Olhua ha scritto «musicista»; il comico Antônio Tabet si è descritto come «artista»; il cellista e scrittore Carlos Massy ha mostrato la propria identità con entrambe le mani; Kara Emanuel Sacramento, infermiere ostetrico della sanità di base, ha scritto «infermiere della sanità di base». Il ministro della Sanità del governo Lula, Alexandre Padilha, ha scritto «medico»; anche la politologa e astrofisica Tabata Amaral si è unita all'iniziativa. Hanno partecipato anche insegnanti, ingegneri, giornalisti, piloti, psicologi, sarti, addetti alla pulizia e agenti di polizia. L'etichetta di corruzione, destinata ad accusare l'avversario, è stata così riscritta come una serie di immagini dedicate alle identità professionali.
L'esperto di America Latina James Bosworth ha definito il gesto un «errore cruciale» nel tentativo di Bolsonaro di conquistare il potere e ha scritto: «Potrebbe inizialmente sembrare un trucco preelettorale pieno di ispirazione, ma ha invece lasciato al mondo intero una meme che accompagnerà la sua carriera politica». Ha poi consigliato: «Non scrivete “corrupto” sulla palma e poi mostratelo al pubblico».
Oltre alla meme, vi è un aspetto più concreto: la richiesta di verifica reciproca avanzata da Lula nello stesso dibattito. Se Bolsonaro avesse accettato di mettere a disposizione, nello stesso modo, i documenti bancari e le registrazioni telefoniche, Lula sarebbe stato disposto a consentire alle autorità elettorali di consultare i documenti pertinenti riguardanti sé stesso e i suoi parenti stretti, per dimostrare di non essere corrotto. Al momento della pubblicazione di The Guardian, Bolsonaro non aveva ancora risposto.
Questo schema riporta le accuse reciproche al medesimo standard di verifica: nessuna delle due parti può pretendere che l'avversario consegni i propri documenti tenendo i propri fuori dal controllo. La proposta di Lula, però, non è una prova di innocenza da accettare senza una verifica. Il Partito dei Lavoratori, cui appartiene, è stato coinvolto in gravi scandali di corruzione; la proposta deve quindi tradursi in documenti concreti, consultabili dalle autorità elettorali e dal pubblico per consentirne il controllo. Accettare o rifiutare una verifica del medesimo perimetro costituisce ormai un banco di prova inevitabile per Bolsonaro.
Le pressioni su Bolsonaro non sono lievi. Da tempo è accusato di corruzione, ma ha sempre negato e non è mai stato condannato. Secondo quanto riporta The Guardian, i media brasiliani hanno riferito lunedì che la polizia federale sta indagando su di lui nell'ambito di un'indagine sul riciclaggio. La settimana scorsa due suoi alleati sono stati arrestati perché sospettati di essere coinvolti nell'organizzazione di traffico di droga «Comando Vermelho»; Bolsonaro si è dichiarato sorpreso degli arresti e ha detto che i due avevano il diritto di dimostrare la propria innocenza. Il resoconto non riportava conclusioni sull'indagine; l'indagine sul riciclaggio, le accuse di corruzione e il sospetto di coinvolgimento nel traffico di droga non potevano costituire prova di una responsabilità già accertata.
The Guardian afferma che i sondaggi davano a Bolsonaro un vantaggio modesto su Lula prima del secondo turno; nella prima tornata del 4 ottobre aveva superato Lula di oltre due milioni di voti. Il giornale non indicava l'istituto di sondaggio, il campione o il margine di errore, e l'entità esatta del vantaggio poteva quindi cambiare. L'ondata di autoironia sui social media non consente da sola di quantificare l'effetto sui voti, ma indica che l'accusa si è ritorsa contro di lui nell'opinione pubblica. Il «corrupto» scritto sulla palma è stato trasformato dai sostenitori in una serie di identità professionali; la vera domanda rimasta senza risposta è se Bolsonaro accetterà la verifica reciproca proposta da Lula.
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