Politiche e governance

Corte tedesca: Google viola la privacy pubblicando senza consenso immagini aeree di una residenza non visibili al pubblico

Secondo Deutsche Welle, una corte di Stato in Assia ha stabilito che la pubblicazione da parte di Google, su Google Earth e Google Maps, di immagini aeree della residenza e della proprietà di un uomo di Francoforte abbia violato la privacy dell'uomo e della sua famiglia. La corte ha inoltre ritenuto che, almeno per le aree della proprietà non visibili al pubblico, le immagini non dovrebbero essere pubblicate a livello globale senza il consenso del proprietario. La sentenza può ancora essere impu

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Secondo quanto riportato da Deutsche Welle, una corte di Stato in Assia ha dato ragione a un uomo di Francoforte nella causa intentata contro il gigante tecnologico americano Google, stabilendo che la pubblicazione su Google Earth e Google Maps di immagini aeree della sua residenza e della sua proprietà aveva violato la privacy del ricorrente e della sua famiglia.

La corte ha dichiarato esplicitamente che, almeno per le aree della proprietà non visibili al pubblico: «Chiunque non dovrebbe essere costretto ad accettare, senza il proprio consenso, la pubblicazione globale di immagini aeree della propria proprietà.» Ha stabilito che lo «spazio personale» del ricorrente comprendeva l'intero lotto residenziale; le immagini aeree potevano mostrare dimensioni e design dell'immobile, offrire indizi sullo stile di vita privato e rivelare possibili punti deboli nella perimetratura di sicurezza della residenza.

Secondo Deutsche Welle, la corte ha criticato il modo in cui Google aveva acquisito le immagini, definendolo «sorveglianza», e ha rilevato che Google non aveva avvisato in anticipo il proprietario che la sua proprietà sarebbe stata ripresa. Ha inoltre ritenuto che, anche se Google sostiene che i suoi servizi contribuiscono alla democratizzazione della conoscenza, ciò non possa giustificare l'intrusione nello spazio privato né l'invocazione della libertà di informazione come difesa per la pubblicazione delle immagini.

Il processo ha reso concreto lo squilibrio di potere tra le grandi piattaforme tecnologiche e i proprietari di residenze: Google aveva già ottenuto immagini aeree e le pubblicava a livello globale attraverso i propri prodotti cartografici, mentre il ricorrente doveva ricorrere alla giustizia per rivendicare il proprio diritto al consenso e i limiti del proprio spazio. La corte ha sottoposto a esame sia il metodo di acquisizione delle immagini sia il consenso alla pubblicazione, mettendo alla luce la sfida che l'ampliamento della raccolta e della diffusione dei dati da parte delle piattaforme tecnologiche pone alla privacy delle residenze.

La decisione riguarda, nel caso concreto, la pubblicazione senza consenso di immagini aeree di aree della proprietà non visibili al pubblico e non prevede un divieto generale delle immagini aeree delle residenze. Contro la sentenza è ancora possibile presentare ricorso.

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