Società e diritti

Il quadro demografico tedesco si frammenta sempre più: il divario Est-Ovest continua ad ampliarsi e le regioni in declino pagano il costo della transizione

Le ultime previsioni demografiche pubblicate congiuntamente dall'Istituto di ricerca e sviluppo demografico di Berlino e dalla Fondazione Wüstenrot indicano che entro il 2045 la popolazione totale della Germania diminuirà di circa 1,7 milioni di persone, mentre la divergenza regionale si aggraverà drasticamente: Berlino crescerà in controtendenza di quasi il 10%, mentre nei 12 distretti con il rating più debole dell'Est la popolazione in età lavorativa potrebbe contrarsi fino al 18%. Il calo dem

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Secondo quanto riportato dalla Deutsche Welle, le ultime previsioni demografiche pubblicate congiuntamente dall'Istituto di ricerca e sviluppo demografico di Berlino e dalla Fondazione Wüstenrot delineano un quadro sempre più divergente: entro il 2045 la popolazione totale della Germania scenderà dagli 83,5 milioni del 2025 a circa 81,8 milioni, e la popolazione complessiva in età lavorativa diminuirà del 4,7% nello stesso periodo. L'istituto sottolinea che il semplice calo dei volumi non è più la sfida centrale — ben più grave è la forbice in continua espansione tra il numero dei pensionati in costante crescita e la parallela contrazione della forza lavoro.

La direttrice dell'istituto, Catherina Hinz, ha dichiarato senza mezzi termini in occasione della presentazione dello studio a Berlino: "La generazione del baby boom sta andando in pensione, mentre il contingente che la segue è significativamente più esiguo. Il tasso di natalità continua a calare e l'immigrazione non basta a compensare il saldo in cui i decessi superano le nascite".

L'allarme principale centrale del rapporto si concentra sulle disuguaglianze territoriali. Hinz ha affermato: "Alcune regioni perderanno nei prossimi anni un numero consistente di residenti e lavoratori, mentre altre proseguiranno nella crescita. Anche all'interno della Germania orientale, meridionale e delle aree rurali, i divari demografici ed economici si stanno ampliando. Il cambiamento demografico sta avvenendo sotto i nostri occhi, le sue ripercussioni riguardano tutto il Paese: le conseguenze, pur restando gestibili, non sono più evitabili — più si tarda, più si restringe lo spazio d'azione".

I poli di crescita sono concentrati in poche aree metropolitane. Il rapporto prevede che Berlino entro il 2045 registrerà un incremento demografico di quasi il 10%, collocandosi tra le città in più rapida crescita in Germania. Anche le città occidentali di Amburgo, Francoforte, Monaco e Düsseldorf, così come Lipsia, Dresda e Potsdam a Est, dovrebbero proseguire il proprio dinamismo di crescita. Il rapporto segnala inoltre che gli hinterland di molte grandi città continueranno ad attrarre popolazione — giovani lavoratori confluiscono verso le aree metropolitane, mentre le famiglie con bambini tendono a stabilirsi nelle zone circostanti.

La mappa del declino presenta invece una dinamica diametralmente opposta. Città occidentali un tempo economicamente attrattive come Brema, Duisburg, Dortmund e Kaiserslautern figurano tra quelle avviate a un percorso di spopolamento; le posizioni peggiori della graduatoria sono occupate da aree a bassa densità, in larga parte situate nella Germania orientale.

L'evoluzione della distribuzione geografica dei distretti con il rating più basso rivela il costante ampliarsi del divario tra Est e Ovest: tra i 20 distretti e città indipendenti con il rating complessivo più basso, la percentuale di quelli situati nella parte orientale del Paese è salita dai 5 del 2019 agli attuali 12. In queste aree si prevede la contrazione più ripida della popolazione in età lavorativa — fino a un massimo del 18% entro il 2045.

Frederick Sixtus dell'istituto berlinese ha rilevato che in quasi ogni regione i decessi superano ormai le nascite, frutto di decenni di bassa natalità. La direzione dei flussi migratori in entrata e in uscita determina oggi la traiettoria demografica di un'area, ma l'immigrazione da sola non è più sufficiente a frenare l'invecchiamento della società. Da qui la conclusione dello studio: la competizione per la forza lavoro diventerà la sfida demografica centrale dei prossimi decenni.

In questa competizione, la Baviera e il Baden-Württemberg, nel Sud della Germania, sono considerati quelli con le prospettive più favorevoli. La Baviera spicca in particolare, forte di un tessuto economico e di un mercato del lavoro attivi su tutto il territorio — con tassi di occupazione di donne, anziani e residenti non tedeschi superiori a quelli di altre regioni. Lo studio evidenzia che le aree economicamente virtuose sono più efficaci di quelle deboli nel integrare diversi gruppi nel mercato del lavoro.

Manuel Slupina della Fondazione Wüstenrot ha sottolineato: "Ciò che è giusto per una grande città ancora in espansione non vale necessariamente per un'area rurale in declino demografico". Ha auspicato una regolamentazione meno rigida, un maggiore spazio di autonomia per i territori e un sostegno finanziario più adeguato per i Comuni e gli attori locali. Il messaggio è chiaro: alle singole aree deve essere accordata la fiducia di plasmare il proprio futuro.

Tuttavia, le rivendicazioni degli enti locali innalzate da anni non si sono ancora tradotte in azioni sostanzie a livello federale. Sindaci e amministratori distrettuali chiedono da tempo una quota maggiore del gettito fiscale, mentre il governo federale e i Länder rinviano invocando vincoli di bilancio. Sebbene tutti riconoscano che la Germania prima o poi dovrà riformare il proprio federalismo fiscale, a pagare l'intero prezzo del rinvio restano i cittadini comuni delle aree in continuo spopolamento e con basi economiche fragili — schiacciati da uno squilibrio strutturale oltre il limite della sostenibilità.

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