Potere e politica

La Corte Suprema Elettorale del Brasile impone a Meta un termine per rispondere: la fazione di Lula accusa la piattaforma di interferire nel ballottaggio

Il 10 ottobre la Corte Suprema Elettorale del Brasile ha ordinato a Meta di fornire entro 48 ore spiegazioni dettagliate sulle misure di limitazione della portata applicate all'account ufficiale di Lula e sulle anomalie nelle metriche video. Lo staff elettorale di Lula accusa il colosso tecnologico statunitense di interferire nel ballottaggio del 25 ottobre contro l'avversario di estrema destra Flávio Bolsonaro; l'ufficio brasiliano di Meta ha definito le accuse "del tutto infondate".

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TRUTH ERA

Rio de Janeiro — La Corte Suprema Elettorale del Brasile (TSE) ha concesso sabato scorso al colosso tecnologico Meta un termine di 48 ore per fornire spiegazioni dettagliate sulle accuse mosse dallo staff elettorale di Lula. Questa mossa insolita ha portato al centro dell'attenzione il ruolo delle piattaforme della Silicon Valley nelle elezioni latinoamericane.

Secondo quanto riportato dall'Agence France-Presse e da France 24, il TSE ha chiesto a Meta di "segnalare, account per account", tutte le misure applicate all'account ufficiale di Lula e di spiegare le anomalie riscontrate nelle metriche video correlate. Lo staff di Lula aveva precedentemente presentato un reclamo ufficiale alla corte elettorale, accusando i propri contenuti di essere stati soggetti a una limitazione sistematica sulle piattaforme di Meta.

Nella sua dichiarazione, il team elettorale di Lula ha elencato diverse situazioni specifiche: la piattaforma avrebbe "impedito all'account del presidente Lula di promuovere le storie su Instagram"; un post del suo account ufficiale avrebbe subito "un'interruzione delle visualizzazioni, che ha compromesso la portata"; inoltre, prima del primo turno del 4 ottobre, gli account di Lula e di altri leader di sinistra erano "improvvisamente scomparsi dalla funzione di ricerca di Instagram".

Nel primo turno, il senatore di estrema destra Flávio Bolsonaro — figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro — è risultato in testa. L'attuale presidente Lula, che cerca il suo quarto mandato non consecutivo, affronterà il ballottaggio contro di lui il 25 ottobre. Lula non utilizza personalmente il telefono cellulare, ma con l'avvio della fase di ballottaggio ha intensificato in modo evidente il suo impegno sui social media, pubblicando in continuazione video di discorsi rivolti agli utenti della rete.

Lo staff di Lula ha usato toni duri nella propria dichiarazione: "Questa serie di problemi tecnici... solleva forti sospetti che il comportamento di Meta costituisca un tentativo di interferire nel processo elettorale brasiliano a favore della candidatura del senatore Flávio Bolsonaro".

L'ufficio brasiliano di Meta ha respinto le contestazioni, definendo in una email all'Agence France-Presse le affermazioni "completamente false" e "priva di qualsiasi fondamento di fatto". Meta ha inoltre ribattuto: "i numerosi problemi tecnici menzionati non riguardano solo il Brasile o account specifici", sottolineando che "rispettiamo la legislazione elettorale e ci impegniamo a garantire un contesto equo per l'uso della piattaforma da parte di tutte le parti".

A meno di due settimane dal ballottaggio, l'intervento del TSE, che chiede a questa azienda tecnologica con sede negli Stati Uniti di fornire una disclosure dettagliata sul comportamento della propria piattaforma, rappresenta uno dei rari casi in cui l'autorità di regolazione elettorale brasiliana esercita direttamente il proprio potere di vigilanza sulle piattaforme globali. Le accuse dello staff di Lula, la negazione totale di Meta e la disclosure dettagliata richiesta dal TSE si intrecciano tra loro, rendendo il ruolo degli algoritmi della piattaforma di questo colosso tecnologico nella fase finale della campagna elettorale brasiliana una questione di responsabilità ineludibile nel quadro della sovranità elettorale del Paese.

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