La fragile tregua in Tigrai si spezza: dietro la riconquista di Mekelle, i 500mila morti e l'ombra dell'Eritrea
Ethiopian Airlines riprende i voli per Mekelle, capitale del Tigrai, ma solo poche settimane dopo la riconquista della città da parte dell'esercito federale, l'accordo di cessate il fuoco firmato nel 2022 è ormai svuotato di significato. Ricercatori dell'Università di Gand, in Belgio, stimano che la precedente guerra civile abbia causato circa 500mila morti tra i civili, mentre il TPLF ha stretto un'alleanza con sei forze di opposizione per rovesciare il governo di Abiy. L'aumento delle tensioni
Secondo quanto riportato da Africanews, Ethiopian Airlines ha ripreso domenica i voli tra la capitale Addis Abeba e Mekelle, capoluogo dello Stato del Tigrai. La rotta era stata sospesa per quasi tre settimane dopo la conquista della città e del suo aeroporto da parte del Fronte di Liberazione del Popolo del Tigrai (TPLF), il 23 settembre. Nello stesso periodo erano stati cancellati anche i voli per Axum e Shire.
Il 3 ottobre, le forze federali etiopi hanno riconquistato Mekelle, mentre i combattenti ribelli e i loro leader si sono ritirati dalla città. Getachew Reda, esponente tigray già alla guida del Tigrai e consigliere del premier Abiy Ahmed, giunto all'aeroporto ha dichiarato ai sostenitori che lo attendevano: "Colgo l'occasione per assicurarvi che porteremo cambiamenti concreti, un cambiamento che vada oltre la semplice speranza". Non ha fornito ulteriori dettagli.
Tuttavia, la ripresa dei voli maschera una crisi ben lontana dall'essere risolta. I nuovi combattimenti nel Tigrai hanno strappato l'accordo di pace che nel 2022 aveva posto fine alla devastante guerra civile. Ricercatori dell'Università di Gand, in Belgio, stimano che i due anni di guerra civile abbiano provocato la morte di circa 500mila civili a causa della violenza, della carestia e del collasso del sistema sanitario. Un bilancio umano di tale portata è rimasto a lungo ai margini dell'attenzione internazionale.
Parallelamente si è inasprita la contrapposizione politica. Il mese scorso il TPLF ha stretto un'alleanza con altre sei organizzazioni di opposizione, con l'obiettivo dichiarato di rovesciare il governo di Abiy, trasformando il conflitto nel Tigrai da uno scontro regionale in una sfida aperta all'intero ordinamento federale. Le tensioni tra l'Etiopia e la vicina Eritrea continuano a salire, e si accumulano i timori di un'ulteriore espansione del conflitto.
L'accordo di pace, pur essendo stato sostenuto a livello internazionale, è stato pubblicamente stracciato e le ostilità sono riprese, mentre la risposta sostanziale dei meccanismi di mediazione resta debole. Secondo indiscrezioni non confermate, l'aeroporto di Mekelle gestirebbe circa cinque voli al giorno, cifra che potrebbe aumentare in base alla domanda, ma il dato non ha ancora ricevuto alcuna conferma ufficiale.
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