La riforma della legge elettorale di Meloni passa alla Camera: l'opposizione accusa il governo di aver cucito le regole democratiche su misura
Il Parlamento italiano ha votato l'8 ottobre la riforma della legge elettorale: la coalizione di destra al governo spinge per un sistema proporzionale con una soglia del 42% che assicura automaticamente la maggioranza parlamentare. I partiti di opposizione accusano il provvedimento di essere al servizio della rielezione di Meloni, mentre esperti e sondaggi Ipsos indicano che il meccanismo potrebbe ritorcersi contro, consegnando la vittoria alla coalizione di centro-sinistra.
Il Parlamento italiano ha votato l'8 ottobre una riforma della legge elettorale, un provvedimento accusato dall'opposizione di essere cucito su misura per il governo del premier Meloni, volto ad abbinare la «rappresentanza proporzionale pura» a una soglia di maggioranza decisiva: qualsiasi coalizione politica che ottenga oltre il 42% dei voti conquisterà automaticamente la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Secondo quanto riportato da The Hindu, che cita l'agenzia France-Presse, il provvedimento è già stato approvato dal Senato e attende il voto finale alla Camera.
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha sostenuto all'agenzia France-Presse che la riforma garantirà la governabilità e richiederà ai partiti di rendere pubblico il proprio programma di governo prima delle elezioni e di indicare in anticipo il candidato premier. Secondo Ciriani, ciò è nell'interesse degli elettori.
Ma la leader del Partito Democratico alla Camera, Chiara Braga, ha dichiarato all'agenzia France-Presse che il provvedimento «storce le regole democratiche per servire gli interessi di chi detiene il potere». L'opposizione ha giurato di votare contro e ha minacciato di portare la nuova normativa in tribunale.
Secondo quanto previsto dal provvedimento, la coalizione che superi il 42% dei voti otterrà 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 seggi aggiuntivi al Senato, aggirando così l'attuale difficoltà di conquistare la maggioranza parlamentare nel sistema elettorale misto vigente. L'attuale modello elettorale italiano combina il sistema maggioritario con quello proporzionale, e sia la destra che la sinistra, secondo le previsioni, non riuscirebbero a conquistare da sole la maggioranza parlamentare nelle prossime elezioni.
All'interno della coalizione di governo, sono già emerse tensioni riguardo alle prossime elezioni: il voto alla Camera si svolge a scrutinio segreto, il che lascia spazio a potenziali ribelli all'interno della coalizione per esprimere un voto contrario.
Lo scorso mese Meloni è diventata la leader del governo più longevo dell'Italia del dopoguerra, ma la coalizione che guida è sotto pressione per il calo dei consensi: i sondaggi mostrano che il nuovo partito del generale Roberto Vannacci, Futuro Nazionale (FN), ha superato la Lega e Forza Italia. Finora Meloni ha escluso un'alleanza con Vannacci, ma gli analisti ritengono che prima o poi avrà bisogno del sostegno di questo esponente di estrema destra.
Rischi politici arrivano anche dal campo dell'opposizione. Secondo l'ultimo sondaggio Ipsos Doxa, se la coalizione di centro-sinistra riuscisse a superare le divisioni interne e a convincere due piccoli partiti radicali a coalizzarsi, potrebbe valicare la soglia del 42%, e il provvedimento su cui la coalizione di governo punta per consolidare il potere finirebbe invece per consegnare la maggioranza. Il politologo dell'Università Luiss di Roma, Giovanni Orsina, ha analizzato all'agenzia France-Presse che il rischio per Meloni nel voto alla Camera è minimo, ma la legge crea un quadro competitivo completamente aperto, e quindi esiste davvero la possibilità che lei perda le elezioni.
Orsina ritiene che il provvedimento abbia ottime possibilità di essere approvato alla Camera. Meloni aveva avvertito che si sarebbe dimessa se la riforma fosse fallita, ma gli analisti osservano che i parlamentari difficilmente si azzarderebbero a innescare elezioni anticipate. Il mandato di Meloni sarebbe dovuto terminare a ottobre 2027, ma potrebbe scegliere di anticipare le elezioni ad aprile o maggio 2027.
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