Le truppe eritree sarebbero entrate nel Tigrai: la guerra civile etiope rischia di estendersi a livello regionale
Secondo quanto riportato da France 24, le truppe eritree sono state dispiegate nella regione settentrionale etiope del Tigrai, esponendo i combattimenti ripresi a fine settembre tra le forze federali e il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigrai (TPLF) al rischio di un'estensione regionale. I due Paesi hanno interrotto le relazioni diplomatiche la scorsa settimana.
Secondo France 24, che cita diverse fonti, le truppe eritree sarebbero entrate nella regione settentrionale etiope del Tigrai, esponendo un conflitto inizialmente interno al rischio di trasformarsi in una guerra regionale più ampia.
France 24 ha riferito l'8 ottobre che i combattimenti tra il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigrai (TPLF) e le forze federali etiopi, scoppiati il 23 settembre, hanno riacceso il timore di una ripetizione della guerra devastante del 2020-2022. Il reportage indica che diverse fonti hanno confermato il dispiegamento delle truppe eritree, ma la portata e le intenzioni restano poco chiare.
Il governo etiope accusa l'Eritrea di sostenere i ribelli armati, e i due Paesi hanno formalmente interrotto le relazioni diplomatiche la scorsa settimana. Questa rottura diplomatica, avvenuta dopo la pubblicizzazione del conflitto armato, ha rapidamente trasformato uno scontro armato interno in una contrapposizione internazionale.
La guerra del Tigrai del 2020-2022 ha causato un numero elevato di vittime civili e provocato una grave carestia, descritta dalle agenzie internazionali come una delle peggiori catastrofi umanitarie della storia moderna. Il conflitto si era infine concluso con un accordo di cessate il fuoco, ma l'assetto politico è rimasto fragile, con la fiducia tra le forze separatiste e il governo federale quasi del tutto dissolta.
France 24 sottolinea come il ruolo attribuito all'Eritrea in questa occasione, ovvero il sostegno al TPLF, rappresenti un netto contrasto con la sua precedente storia di alleato diretto del governo di Abiy Ahmed nel conflitto, rendendo ancora più complessa la dimensione di ingerenza esterna.
Al momento, l'Eritrea non ha rilasciato alcuna risposta pubblica sulle notizie relative al dispiegamento, e la situazione effettiva al fronte tra TPLF e forze federali manca di verifiche indipendenti. Le fonti citate nel reportage hanno rifiutato di rivelare la propria identità, limitando ulteriormente la possibilità di valutare la portata del dispiegamento, le intenzioni operative e l'impatto umanitario.
Con il crescere delle tensioni regionali, la capacità dei meccanismi di mediazione regionale di intervenire, la possibilità di mantenere in vigore il cessate il fuoco e il rischio che i civili subiscano nuovamente le conseguenze di una guerra su larga scala sono diventati i punti focali dell'attenzione.
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