New Delhi: polizia ferma migliaia di manifestanti 'Scarafaggio' — Repressione e polemica sui 130 milioni di elettori cancellati
La polizia di New Delhi ha bloccato con una massiccia operazione di sicurezza la protesta giovanile del movimento "Scarafaggio", arrestando migliaia di persone e trattenendo diversi parlamentari dell'opposizione e leader studenteschi. La protesta è rivolta contro il presidente della Commissione elettorale e contro lo "Special Intensive Revision" (SIR) delle liste elettorali, accusato dai partiti di opposizione di aver cancellato oltre 130 milioni di nominativi dagli elenchi degli aventi diritto
La polizia di New Delhi ha lanciato sabato una massiccia operazione di sicurezza contro una protesta giovanile che chiedeva le dimissioni del presidente della Commissione elettorale indiana. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, migliaia di persone sono state fermate, disperse o trascinate nelle auto della polizia nei diversi punti di New Delhi e trasportate in centri di detenzione temporanea; diversi leader del movimento, parlamentari dell'opposizione e attivisti studenteschi sono stati arrestati prima ancora di raggiungere il centro cittadino, e la manifestazione di fatto si è dissolta prima di poter prendere forma.
La polizia ha allestito posti di blocco, eretto barriere e dispiegato veicoli antisommossa dotati di lanciatori di gas lacrimogeni sulle principali arterie dirette verso il centro città. Le immagini e le descrizioni dal vivo di Al Jazeera mostrano le forze dell'ordine che fermano autobus e automobili private in diverse intersezioni, bloccando grandi gruppi di manifestanti sulle strade.
Alcuni manifestanti sono comunque riusciti a oltrepassare i cordoni di sicurezza, urlando slogan contro Modi e la Commissione elettorale, prima di essere fermati. La studentessa universitaria Tanya Negi, giunta da Mumbai, ha dichiarato ad Al Jazeera: "Siamo un paese democratico, eppure le proteste pacifiche vengono schiacciate con la forza. Perché Modi ha paura dei giovani dell'India?".
La protesta è stata promossa da un gruppo giovanile che si autodefinisce "Cockroach Janta Party" (Partito del Popolo Scarafaggio). Secondo Al Jazeera, il movimento è nato nello spazio online a maggio e ha conosciuto un'impennata improvvisa a luglio, grazie all'ondata di proteste in tutto il paese contro uno scandalo di fughe di notizie sugli esami — scandalo che ha portato infine alle dimissioni del ministro dell'Istruzione del governo Modi. L'attuale obiettivo del movimento è lo "Special Intensive Revision" (SIR) che la Commissione elettorale sta portando avanti; i partiti di opposizione accusano il meccanismo di aver cancellato dalle liste elettorali oltre 130 milioni di nominativi, privando del diritto di voto un gran numero di elettori — soprattutto tra i propri sostenitori.
Sia la Commissione elettorale sia il governo negano ogni parzialità politica, ma Al Jazeera sottolinea che, mentre si avvicinano elezioni in diversi Stati chiave, la repressione di questa volta ha riacceso gli interrogativi su una continua contrazione dello spazio per il dissenso in India. Le autorità hanno sostenuto che la richiesta di assemblea era stata presentata "in ritardo" e che pertanto non era stata autorizzata; il portavoce del partito di governo Bharatiya Janata Party (BJP), Sambit Patra, ha definito i manifestanti "anarchici", definendo la protesta "una performance fallita".
Al momento non è stato comunicato un numero ufficiale complessivo di persone fermate; non sono stati resi pubblici neanche i dettagli procedurali specifici del rigetto della richiesta di protesta né le modalità effettive di applicazione della cosiddetta soglia di "presentazione tempestiva" invocata dalle autorità, e la Commissione elettorale non ha finora fornito una confutazione punto per punto delle accuse relative alla cancellazione di 130 milioni di nominativi.
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