Mondo e sicurezza

Piano di assassinio di Tusk e ondata di violenza nelle scuole in Polonia: messa in discussione la definizione di 'spontaneità' del governo

Nel giro di una settimana, in Polonia si sono verificati tre attacchi con coltello in ambito scolastico, che hanno provocato almeno una vittima mortale, mentre la polizia ha arrestato un sospettato accusato di aver progettato di assassinare il premier Tusk e il ministro della Difesa Kosiniak-Kamysz. Tusk ha definito gli attacchi come azioni 'spontanee' spinte dalla 'celebrazione' della violenza online, negando chiaramente l'esistenza di una grande organizzazione strutturata, ma ha al contempo ri

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Un uomo è stato arrestato domenica in Polonia con l'accusa di aver progettato di assassinare il premier Tusk e il ministro della Difesa Kosiniak-Kamysz. Il complotto contro le massime autorità di governo è coinciso con un'ondena di attacchi con coltello avvenuti nell'arco di una settimana in contesti scolastici, facendo precipitare questo paese, in prima linea sul fianco orientale della NATO, in una rara duplice crisi di sicurezza.

Secondo quanto riportato dalla Deutsche Welle, Tusk ha confermato la notizia dell'arresto lo stesso giorno sulla piattaforma social X, elogiando l'azione 'rapida e decisa' della polizia. Il ministro dell'Interno ha successivamente confermato la notizia, ma l'identità del sospettato e i dettagli specifici delle accuse non sono stati resi noti. L'arresto è scaturito da una soffiata ricevuta dalla polizia, dopo la quale i servizi di sicurezza polacchi hanno convocato d'urgenza una riunione per discutere della cosiddetta minaccia di un potenziale attentato contro il premier e il ministro della Difesa.

L'episodio si è verificato mentre la Polonia si trovava in stato di elevata allerta a causa della violenza scolastica che ha interessato la settimana in modo intensivo. Nel giro di appena quattro giorni, sul territorio polacco si sono verificati tre attacchi con coltello in ambito scolastico, che hanno provocato almeno una vittima mortale e numerosi feriti, tra cui bambini. Il primo attacco è avvenuto mercoledì, quando uno studente di 19 anni di una scuola professionale nel voivodato della Masovia centrale ha aggredito con un oggetto affilato compagni di classe e insegnanti, provocando nove feriti. Il giorno successivo, un aggressore di 15 anni ha ucciso un custode della sua ex scuola a Leszczydół-Nowiny, nel voivodato della Masovia, ferendo altre due persone. Tusk ha rivelato che il colpevole aveva installato una telecamera sul casco per riprendere l'attacco. Sabato, una donna di 21 anni ha aggredito con un coltello studenti e personale in una scuola per l'istruzione degli adulti a Varsavia, ferendo altre tre donne.

A fronte della sequenza di episodi di violenza, la polizia polacca ha proceduto in tutto il paese al fermo di 117 persone trovate in possesso di coltelli o armi pericolose, nonché di soggetti che avevano minacciato attacchi contro scuole o studenti, e ha effettuato ispezioni in 64.000 istituti scolastici a livello nazionale, la maggior parte dei quali situati nel voivodato della Masovia. Venerdì la polizia ha comunicato che gli investigatori della criminalità informatica non hanno ancora trovato indizi di una challenge sui social media alla base dell'ondata di violenza giovanile, né hanno rilevato un coordinamento tra gli attacchi.

Tuttavia, la definizione della natura degli attacchi da parte dell'esecutivo di Tusk sta sollevando polemiche. Nella mattina di domenica Tusk ha ricondotto la serie di aggressioni ad 'azioni spontanee' alimentate dalla 'celebrazione' della violenza online, negando apertamente l'esistenza di una grande organizzazione strutturata. 'Nel corso degli ultimi anni abbiamo osservato – a livello globale e in Polonia – una crescente fascinazione per la violenza', ha dichiarato Tusk durante una riunione di crisi di governo, puntando il dito contro una 'violenza nichilista' anziché contro una specifica ideologia politica.

Degno di nota è il fatto che Tusk, mentre minimizzava il fattore organizzativo, abbia riconosciuto che 'alcuni degli arrestati risultavano attivi in ambienti dell'estrema destra'. Ha inoltre sottolineato che le autorità hanno registrato un incremento delle ricerche online di contenuti nazisti o di estrema destra, nonché di ricerche riguardanti 'assassini di massa diventati idoli della rete'. La tensione tra queste definizioni – il riconoscimento dell'esistenza di ambienti dell'estrema destra e la contestuale negazione di un retroterra organizzativo – sottopone la narrazione governativa della 'spontaneità' a un interrogativo sul piano logico. Secondo il reportage della Deutsche Welle, fino a questo momento non vi sono prove che gli attacchi siano stati trainati da challenge sui social media o da azioni coordinate, ma la relazione logica tra il riconoscimento da parte delle autorità del grado di attività degli ambienti di estrema destra e la conclusione di una 'assenza di una grande organizzazione strutturata' non è stata sufficientemente chiarita.

Inserendo la crisi della violenza scolastica in un contesto di sicurezza più ampio, la Polonia, in qualità di paese membro della NATO confinante con l'Ucraina, si trova inoltre ad affrontare da alcuni mesi la cosiddetta 'minaccia di attacchi ibridi provenienti dalla Russia'. Mentre le pressioni esterne sulla sicurezza e l'ondata di violenza interna procedono in parallelo, il governo Tusk ha scelto di adottare come quadro interpretativo della violenza interna il 'nichilismo' e la 'celebrazione della violenza in rete'. Una simile scelta retorica di fatto depoliticizza la violenza politica interna – pur riconoscendo il legame tra singoli aggressori e ambienti dell'estrema destra, attribuisce il fenomeno complessivo a una vaga 'manifestazione della civiltà' e a un'esposizione psicologica a livello individuale, evitando un'indagine approfondita sulle vie di diffusione dell'ideologia estrema e sui potenziali rischi di organizzazione.

Tusk ha annunciato che la polizia proseguirà la prossima settimana le ispezioni nelle scuole di tutto il paese, al fine di prevenire eventuali imitazioni da parte di studenti esposti a contenuti relativi agli attacchi con coltello.

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