Politiche e governance

Quarantamila in piazza a Bruxelles urlano "Stop ai sussidi ai combustibili fossili": l'UE però rinvia la normativa sul metano

L'11 ottobre a Bruxelles si è svolta una grande marcia per il clima: la polizia stima 45.000 partecipanti, gli organizzatori ne dichiarano 60.000. I manifestanti chiedono lo stop ai sussidi ai combustibili fossili, una tassazione più alta per il settore e una transizione energetica giusta. Nel frattempo la Commissione europea propone di rinviare dal 2027 al 2028 gli obblighi di rendicontazione per gli importatori previsti dalla normativa sul metano, e gli Stati Uniti sotto la guida di Trump si s

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Dopo le ondate di calore mortali e gli incendi che hanno appena colpito il Belgio, decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Bruxelles l'11 ottobre per chiedere un'azione climatica più decisa. Ma proprio nello stesso periodo la Commissione UE sta portando avanti una proposta che rinvia di un anno gli obblighi di rendicontazione della normativa sul metano. L'urgenza delle strade e i ritardi delle istituzioni formano il contrasto più rappresentativo della politica climatica europea di questo fine settimana.

Secondo Africanews, la polizia ha stimato 45.000 manifestanti, mentre gli organizzatori – tra cui la coalizione per il clima e altre associazioni ambientaliste – ne hanno dichiarati 60.000. Il corteo ha attraversato il centro di Bruxelles, concludendosi nei pressi delle istituzioni europee. I manifestanti hanno portato grandi modelli gonfiabili del pianeta e striscioni, chiedendo lo stop ai sussidi ai combustibili fossili, una tassazione più alta per il settore e una transizione giusta verso l'energia pulita.

La mobilitazione arriva dopo un'estate europea fatta di temperature record e ondate di calore ripetute. Il Belgio aveva registrato temperature mortali e nella riserva naturale delle Hautes Fagnes erano divampati incendi. Il mese prossimo si terrà ad Antalya, in Turchia, la Conferenza ONU sul clima COP31.

Stando a quanto riportato, le aspettative sulla Conferenza sono basse sia a Bruxelles sia nel più ampio circuito politico europeo. Il clima è scivolato in basso nell'agenda politica europea, e sotto la guida di Donald Trump gli Stati Uniti si sono spinti oltre, ritirandosi dall'azione climatica internazionale.

Un segnale ancora più diretto arriva dalle stesse istituzioni europee. La Commissione propone di rinviare di un anno, dal 2027 al 2028, gli obblighi di rendicontazione per gli importatori di combustibili fossili previsti dalla normativa UE sul metano. La modifica richiede ancora l'approvazione dei deputati europei e degli Stati membri.

Da un lato il pubblico che grida "stop ai sussidi, aumentate le tasse" mentre il ricordo delle ondate di calore è ancora fresco; dall'altro la macchina legislativa che arretra il momento della vigilanza sugli importatori di combustibili fossili: questo scarto di ritmo è esso stesso diventato il metro per misurare la credibilità dell'impegno climatico europeo.

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