USA e UE sostengono l'Arabia Saudita nel condannare gli attacchi Houthi, quasi in silenzio sulla morte di 91 civili in Yemen
Gli Houthi hanno lanciato attacchi contro diversi aeroporti sauditi e strutture della compagnia petrolifera Aramco nelle ultime 24 ore, causando almeno 13 morti e oltre 300 feriti. I leader di USA e UE hanno rapidamente espresso solidarietà all'Arabia Saudita, con Trump che avrebbe persino preso in considerazione l'ipotesi di unirsi alle operazioni militari; la coalizione saudita ha però causato almeno 91 morti civili in Yemen nelle ultime cinque settimane, di cui il sessanta per cento donne e b
Secondo quanto riportato da Deutsche Welle, nelle ultime 24 ore gli Houthi yemeniti hanno lanciato una serie di attacchi contro obiettivi all'interno dell'Arabia Saudita. L'autorità dell'aviazione civile saudita ha confermato che l'aeroporto internazionale Re Khalid di Riad è stato colpito sabato da missili balistici, missili da crociera e droni, causando almeno 12 morti e oltre 300 feriti; in un nuovo round di attacchi nella giornata di domenica, un cittadino pakistano è morto e altri 11 sono rimasti feriti. Gli Houthi hanno rivendicato di aver colpito contemporaneamente l'aeroporto orientale di Dammam e due strutture della compagnia petrolifera Aramco, sostenendo di aver effettuato quattro "attacchi mirati" nelle ultime 24 ore.
I leader americani ed europei hanno quasi simultaneamente emesso condanne dai toni duri. Secondo quanto riportato da Deutsche Welle, il presidente americano Trump ha dichiarato che "valuterà" la possibilità di unirsi all'Arabia Saudita nella lotta contro gli Houthi, definendo l'attacco "inaccettabile". La presidente della Commissione europea von der Leyen ha proclamato la "piena solidarietà" dell'UE con l'Arabia Saudita, attribuendo la responsabilità degli attacchi ai "proxy dell'Iran" e avvertendo che queste azioni "stanno spingendo la regione in una spirale di violenza, colpendo i nodi globali dei trasporti e dell'energia". Il ministro degli Esteri tedesco Wadephul ha condannato "con fermezza" questo "atto terroristico contro l'Arabia Saudita e l'aviazione civile"; il ministro della Difesa britannico Streeting lo ha definito un'"escalation pericolosa" "deplorevole"; il ministero degli Esteri francese ha sottolineato la "piena solidarietà" con l'Arabia Saudita, condannando questo "attacco efferato".
Tuttavia, le vittime civili causate dalla coalizione saudita in Yemen non hanno generato lo stesso livello di attenzione. Deutsche Welle, citando i dati del ministero della Salute gestito dagli Houthi, riporta che i bombardamenti della coalizione saudita nelle ultime cinque settimane hanno causato la morte di 91 yemeniti, di cui il 60% donne e bambini — un dato diffuso da una delle parti in conflitto e non ancora verificato da fonti indipendenti. Lo stesso ministero ha inoltre riferito che, nella prima mattinata di domenica, un sospetto raid aereo saudita avrebbe colpito un'abitazione residenziale a Sana'a, causando la morte di un bambino e sei feriti. L'emittente televisiva Al Masirah, gestita dagli Houthi, ha riportato che la coalizione saudita ha effettuato un raid aereo sull'aeroporto internazionale di Sana'a nel pomeriggio di domenica; le autorità saudite non hanno risposto in merito.
Alla base di questo divario di posizioni vi è una chiara asimmetria: l'Arabia Saudita è un alleato regionale chiave degli Stati Uniti ed è anche il principale acquirente di armi occidentali. Deutsche Welle sottolinea che, dopo che gli Houthi il mese scorso hanno conquistato posizioni lungo la costa del Mar Rosso, comprese le aree intorno allo strategicamente cruciale Stretto di Bab el-Mandeb, l'Arabia Saudita ha intensificato la pressione militare sugli Houthi e ha sostenuto una controffensiva delle forze governative yemenite, portando a una significativa escalation degli attacchi. In questo contesto, Trump ha pubblicamente messo sul tavolo l'ipotesi di "unirsi ai sauditi", invece di esercitare qualsiasi pressione sulle azioni saudite in Yemen. In una dichiarazione del ministero degli Esteri gestito dagli Houthi si afferma che, a meno che il "nemico saudita" non ponga fine alla sua "aggressione e ingerenza nello Yemen", "il peggio deve ancora venire", sottolineando che le operazioni saranno guidate dal principio di reciprocità.
Deutsche Welle riferisce che la guerra civile in Yemen va avanti da oltre dieci anni e che le operazioni della coalizione saudita hanno causato un numero consistente di vittime, aggravando una crisi umanitaria già grave nel Paese. Il cessate il fuoco raggiunto nel 2022 non ha portato a una pace duratura; sullo sfondo della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, il conflitto yemenita è tornato a intensificarsi. Deutsche Welle, citando la coalizione guidata dai sauditi, riporta che gli attacchi sono stati qualificati come "crimini di guerra generalizzati" ed è stata promessa una risposta ferma. Gli Houthi avevano in precedenza avvertito tramite i social media tutte le compagnie aeree, i passeggeri e il personale di "non utilizzare gli aeroporti e lo spazio aereo sauditi", perché "sono diventati vulnerabili e costituiscono zone operative per le nostre forze"; la dichiarazione precisava al contempo che gli aeroporti della Mecca e di Medina non sarebbero stati presi di mira.
La Russia ha condannato gli attacchi degli Houthi, ma ha chiesto di porre fine alle ostilità "attraverso mezzi politici e diplomatici". L'Australia ha invece esortato i propri cittadini a Riad a mettersi al riparo sul posto.
Ancora nessun commento. Inizia la discussione.