Albania, la «Rivoluzione Fenicottero» entra nel giorno 100: proseguono le proteste contro il progetto di lusso costiero legato a Kushner
La polizia albanese ha eretto martedì barriere davanti al parlamento per impedire ai manifestanti di arrivare. Il movimento, battezzato dai manifestanti «Rivoluzione Fenicottero», prosegue da esattamente 100 giorni ed è rivolto contro un progetto di sviluppo di lusso sulla costa legato a Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I critici avvertono che il progetto causerebbe danni ambientali e ridurrebbe l'accesso pubblico alla costa.
Davanti all'edificio del parlamento a Tirana, in Albania, martedì sono risuonati nuovamente gli slogan delle proteste. Secondo quanto riportato da France 24, la polizia ha impedito ai manifestanti di raggiungere l'edificio parlamentare sul luogo della manifestazione: il movimento prosegue da esattamente 100 giorni.
I manifestanti hanno battezzato il movimento «Rivoluzione Fenicottero». I fenicotteri rosa compaiono ripetutamente sui cartelli: i critici considerano questo uccello una delle specie che per prima perderebbe il proprio habitat se lo sviluppo costiero dovesse procedere. La richiesta centrale dei manifestanti è la sospensione di un progetto di sviluppo di lusso legato a Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, accusato di causare danni ambientali e di limitare il diritto di accesso pubblico alla costa.
L'ingresso di capitali legati a Kushner nella fascia costiera di un piccolo Paese balcanico delinea di per sé una delle disuguaglianze di potere più comuni nei flussi internazionali di capitali contemporanei: quando il capitale estero è direttamente collegato, sul piano personale, al centro politico di una grande potenza, le linee di costa e gli ecosistemi — risorse non rinnovabili di un piccolo Paese — si trovano sotto la pressione di una ridefinizione condotta in nome dello «sviluppo».
Cento giorni di proteste continuative rappresentano di per sé una nota a margine di diversi fatti. In primo luogo, il progetto, presentato con il nome di un grande intervento di sviluppo, non ha ottenuto un ampio riconoscimento sociale a livello locale; in secondo luogo, i cittadini comuni sono costretti a mantenere in vita il tema con un'azione collettiva ad alta intensità protratta per cento giorni consecutivi, pena il rischio di essere emarginati dall'agenda già esistente; dalla tutela ecologica al diritto di passaggio pubblico, il cuore della controversia ruota attorno a una semplice domanda: questo spazio costiero è al servizio degli investitori stranieri o della comunità locale?
I manifestanti hanno utilizzato il fenicottero rosa come àncora visiva del movimento, traducendo l'astratta preoccupazione ambientale in una creatura concreta, appartenente a questa costa. Secondo le immagini di France 24, le barriere poste dalla polizia davanti al parlamento e la mobilitazione di strada, proseguita senza interruzioni per cento giorni, offrono un netto contrasto: il dispiegamento della forza coercitiva dello Stato non ha disperso la protesta, anzi ha reso ancora più visibili la portata e la resilienza di cento giorni di mobilitazione.
Il servizio non ha ancora reso noti l'entità specifica degli investimenti del progetto, i dettagli della valutazione di impatto ambientale né il contenuto degli accordi tra la parte di Kushner e il governo albanese. In un contesto in cui la trasparenza sulle decisioni chiave è da tempo carente, la strada è diventata il luogo in cui questa controversia può continuare a essere ascoltata.
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