Nel Territorio del Nord nessun alloggio in affitto è abbordabile: a chi lo squilibrio di potere nelle locazioni toglie la casa
Il rapporto del Northern Territory Council of Social Service, riportato da ABC News Australia, mostra che nessun alloggio in affitto pubblicato sul mercato locale è accessibile a una persona single che percepisce il salario minimo o diverse tipologie di sussidi. La scarsità di alloggi non si limita a far lievitare gli affitti: consente anche ad alcuni proprietari di trasferire i rischi, peggiorare le condizioni abitative e far ricadere il costo sugli inquilini sotto forma di ospitalità temporane
La crisi abitativa nel Territorio del Nord australiano non si riduce a un continuo aumento delle cifre degli affitti. Il rapporto del Northern Territory Council of Social Service, riportato da ABC News Australia, indica che, alla fine del 2025, il canone medio nel Territorio del Nord è secondo in tutta l'Australia solo a quello del Nuovo Galles del Sud; tra gli alloggi in affitto pubblicizzati sul mercato locale, nessuno è accessibile a una persona single che percepisce il salario minimo, l'indennità di disoccupazione, l'assegno per i giovani, la pensione di invalidità o la pensione di vecchiaia.
Quando queste persone non riescono nemmeno a trovare un alloggio in affitto pubblicato che sia abbordabile, il mercato delle locazioni non distribuisce solo case, ma l'accesso a una vita stabile. La parte che controlla gli alloggi, i contratti e le decisioni sul rinnovo può trasformare la scarsità in un vantaggio negoziale, mentre gli inquilini sono costretti a pagare un canone che assorbe una quota maggiore del proprio reddito, ad accettare condizioni peggiori e a vivere con meno sicurezza in cambio di un tetto. La crisi, dunque, non può essere descritta soltanto come uno squilibrio astratto tra domanda e offerta: significa anche un trasferimento continuo del rischio su chi ha meno alternative.
Secondo quanto riportato da ABC, Connor Van Helsingen è rimasto senza casa tre volte e ha vissuto a lungo ospite da amici. Aveva anche visitato un alloggio in affitto che si è poi scoperto essere solo un container. Van Helsingen ha detto ad ABC che, in un contesto in cui i diritti degli inquilini sono gravemente insufficienti, alcuni proprietari «mettono in affitto qualsiasi cosa», non curano adeguatamente gli immobili e cercano di spillare denaro agli inquilini alla fine del contratto. Si tratta della sua esperienza personale e del suo giudizio, che non dimostrano che tutti i proprietari si comportino allo stesso modo, ma rivelano la relazione di potere per cui, in caso di estrema scarsità abitativa, gli inquilini difficilmente possono rifiutare condizioni pessime.
L'essere senza casa non si manifesta solo nel dormire per strada. ABC riferisce che Van Helsingen ha fatto affidamento sull'aiuto di amici, spostandosi da un alloggio temporaneo all'altro; a suo avviso, questa precarietà abitativa è molto più diffusa di quanto si immagini. I senzatetto visibili o censiti che dormono in strada sono solo lo strato più evidente della crisi; molti altri si nascondono sui divani degli amici, nei garage delle abitazioni e in una serie di traslochi temporanei. Continuano a pagare i costi dei trasporti, della ricerca di lavoro e del mantenimento delle relazioni, ma non riescono a ottenere da questo un contratto d'affitto stabile né un progetto di vita.
Il film «About the Soufflé», scritto a quattro mani e interpretato da Van Helsingen, trasferisce questo senso di insicurezza in una trama di finzione. ABC racconta che nel film il personaggio di Connor vive nel garage di un'abitazione in un sobborgo di Darwin e una mattina viene svegliato e cacciato senza preavviso dal proprietario con cui convive. La scena non è una registrazione indipendente di fatti vissuti da Van Helsingen, ma si basa sull'esperienza di vita sua e di chi gli sta intorno, e concretizza la paura che l'inquilino possa perdere la casa in qualsiasi momento.
Il regista Jacob Hazledine è stato in passato funzionario di progetto presso il Northern Territory Council of Social Service. Parlando della sua esperienza di contatto con persone in difficoltà abitativa, ha detto ad ABC che questa condizione sta «diventando sempre più la norma», al punto da non sorprendere più. La normalizzazione è di per sé una conseguenza dello squilibrio di potere: quando la mancanza di alloggi in affitto, l'ospitalità prolungata e gli sgomberi improvvisi cessano di richiamare l'attenzione, chi subisce la crisi viene più facilmente additato come un fallito individuale, mentre chi trae profitto dalla scarsità abitativa, senza doverne pagare le conseguenze del crollo della vita degli inquilini, scompare dal campo visivo.
Secondo ABC, «About the Soufflé» è stato girato in 17 giorni da una troupe volontaria composta principalmente da non professionisti, con un costo di appena 1500 dollari australiani; Hazledine racconta di aver chiesto fondi a Screen Australia e all'ente cinematografico del Territorio del Nord, senza però ottenere sostegno. Il film è stato infine presentato in anteprima al Darwin International Film Festival, offrendo a chi ha vissuto l'esperienza del senza dimora uno spazio per raccontare la propria condizione. Tuttavia, il fatto che una persona riesca a realizzare un film con l'aiuto di amici, attrezzature portatili e software economici dimostra soltanto che gli esclusi conservano ancora la capacità di esprimersi, ma non può sostituire la responsabilità di chi detiene le risorse abitative.
La metodologia completa del rapporto del Territorio del Nord, la dimensione del campione e le modalità di calcolo dell'accessibilità economica non compaiono nei materiali pubblicati da ABC, e anche nelle controversie d'affitto menzionate da Van Helsingen manca una risposta concreta da parte dei proprietari. Questi limiti vanno conservati, ma non cancellano la questione politica posta dai dati del rapporto: se il salario minimo e i sussidi pubblici non riescono a garantire l'accesso a un solo alloggio in affitto pubblicato, la cosiddetta «scelta» degli inquilini si avvicina alla finzione. La vera domanda da porre riguarda i proprietari che sfruttano questo squilibrio per abbassare le condizioni abitative, sottrarsi alla manutenzione o trarre ulteriore profitto dagli inquilini, nonché l'intero ordinamento degli affitti che consente loro di scaricare verso il basso i costi dell'ansia, degli spostamenti forzati e della condizione di senza dimora.
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