BLM approva esplosioni in un canyon dello Utah per i camion petroliferi: a rischio le pitture rupestri dei nativi e le iscrizioni dei 'Buffalo Soldiers'
Il 6 ottobre un gruppo ambientalista ha citato in giudizio l'US Bureau of Land Management presso il tribunale distrettuale federale dello Utah, accusando l'agenzia di aver approvato ad aprile il progetto di allargamento e demolizione tramite esplosione della strada di Gate Canyon senza un'adeguata valutazione dell'impatto culturale ed ecologico, minacciando almeno 47 siti storici — incluse le iscrizioni lasciate nel XIX secolo dai militari afroamericani dei 'Buffalo Soldiers' — e l'habitat del g
Il 6 ottobre un gruppo ambientalista ha citato in giudizio l'US Bureau of Land Management presso il tribunale distrettuale federale dello Utah, accusando l'agenzia di aver approvato ad aprile il progetto di allargamento e demolizione tramite esplosione della strada di Gate Canyon, nella parte orientale dello Stato, con gravi carenze nella procedura di valutazione, sacrificando almeno 47 siti storici — comprese le iscrizioni lasciate nel XIX secolo dai militari afroamericani del reggimento dell'esercito statunitense noto come 'Buffalo Soldiers' — e specie a rischio a vantaggio delle infrastrutture per i combustibili fossili.
Secondo quanto riportato dal Times of India, che cita Reuters, la causa precisa che il progetto prevede di effettuare esplosioni su parte delle pareti rocciose del canyon, alte circa 100 piedi (circa 30 metri), per allargare e asfaltare una strada di 5,3 miglia, aprendo un percorso alternativo al transito dei camion diretti al giacimento petrolifero dello Uinta Basin, nello Utah. Gli attori sono la Nine Mile Canyon Coalition, la Southern Utah Wilderness Alliance e il Center for Biological Diversity.
Gli attori elencano almeno 47 siti storici situati lungo il tracciato del progetto o nelle sue vicinanze, 43 dei quali soddisfano i requisiti per essere inseriti nel Registro Nazionale dei Luoghi Storici degli Stati Uniti. Tali siti includono iscrizioni lasciate nel XIX secolo dai militari afroamericani del reggimento dei 'Buffalo Soldiers', dai pionieri europei e dai conducenti di carri, alcune incise o scritte con grasso per assi. L'atto di citazione accusa il Bureau of Land Management di non aver adeguatamente valutato, prima di approvare il progetto, gli effetti prevedibili sulle risorse culturali, sui siti storici, sul paesaggio e sulla fauna selvatica, e di non aver offerto al pubblico la possibilità di presentare osservazioni come previsto dalle normative vigenti.
A rendere la questione ancora più rilevante, Gate Canyon si collega a Nine Mile Canyon — definito dal Bureau of Land Management stesso come 'la galleria più lunga del mondo'. Secondo quanto riportato dal Times of India, che cita Reuters, Nine Mile Canyon si estende per circa 46 miglia e ospita oltre 1.000 siti di arte rupestre con più di 10.000 immagini, alcune risalenti a epoche preistoriche. Il progetto, proposto dalla Duchesne County, intende trasformare una strada sterrata e tortuosa in una strada asfaltata. Le organizzazioni ambientaliste avvertono che, una volta entrata in funzione, l'opera aumenterà significativamente il transito veicolare, esercitando una pressione maggiore sui siti archeologici, sul paesaggio e sull'ecosistema.
La causa si concentra anche sulle questioni relative alla fauna selvatica. Gli attori accusano il progetto di minacciare l'habitat del gufo maculato messicano, una specie a rischio, e sostengono che il Bureau of Land Management avrebbe violato il National Environmental Policy Act, il National Historic Preservation Act, l'Endangered Species Act e il Federal Land Policy and Management Act, omettendo inoltre di consultare lo United States Fish and Wildlife Service in merito all'impatto del progetto sulle specie a rischio e minacciate.
Secondo quanto riportato dal Times of India, il Dipartimento dell'Interno degli Stati Uniti, che supervisiona il Bureau of Land Management, ha rifiutato di commentare, sostenendo che il contenzioso è ancora in corso.
Il caso rappresenta la seconda sfida legale avviata attorno allo stesso corridoio di trasporto del giacimento petrolifero. Il 15 giugno 2026 il Center for Biological Diversity aveva già promosso autonomamente una causa, definendola in un comunicato stampa dell'epoca una 'autostrada del petrolio' potenzialmente minacciosa per il patrimonio culturale e naturale di Nine Mile Canyon.
Nella causa gli attori chiedono al tribunale di annullare l'approvazione del progetto concessa dal Bureau of Land Management e di impedire che i lavori procedano prima che l'impatto culturale ed ecologico venga valutato in via giudiziaria. Va sottolineato che le accuse contenute nella causa rappresentano esclusivamente le affermazioni degli attori e non sono state ancora accertate dal tribunale.
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