Potere e politica

Dipartimento del Lavoro USA sospende l'idoneità PERM di sei società IT outsourcing; Vance accusa pubblicamente Microsoft di abusi sul programma green card

Il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti ha sospeso l'idoneità di sei società di outsourcing IT – Cognizant, Infosys, Tata, Wipro, HCL e Capgemini – al programma PERM per le domande di green card, adducendo indagini federali in corso; il vicepresidente Vance ha nello stesso momento accusato pubblicamente Microsoft come il maggiore abusatore del sistema. La decisione è stata resa nota poche ore prima che il presidente Trump consegnasse al CEO di Microsoft Nadella la Medaglia Nazionale per la

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Il segretario del Lavoro degli Stati Uniti Keith Sonderling ha annunciato giovedì la sospensione dell'idoneità di sei grandi società di outsourcing IT – Cognizant, Infosys, Tata, Wipro, HCL e Capgemini – al Programma di Certificazione Permanente del Lavoro (PERM). Secondo quanto riportato dalla Deutsche Welle, Sonderling ha dichiarato che queste sei aziende sono "alcune delle più grandi società di outsourcing IT al mondo", aggiungendo che la sospensione deriva da indagini federali in corso nei loro confronti; i capi d'accusa specifici e la base probatoria dell'indagine non sono stati tuttavia resi noti nelle cronache pubbliche.

L'orientamento di questa lista di sospensioni è evidente: Cognizant, Infosys, Tata, Wipro e HCL sono tutte aziende indiane o multinazionali con sede in India; Capgemini, pur avendo sede in Francia, dispone come le altre cinque di un'enorme forza lavoro tecnica in India. La Deutsche Welle osserva che queste aziende sono esse stesse indiane, o dipendono da un gran numero di professionisti tecnici indiani già impiegati negli Stati Uniti, circostanza che spiega anche la fitta copertura riservata dalla stampa indiana alla vicenda.

Il vicepresidente JD Vance, nelle dichiarazioni dello stesso giorno, ha puntato ulteriormente il dito contro Microsoft. Citato dalla Deutsche Welle, ha affermato: "Tra le aziende negli Stati Uniti, nessuna utilizza questo sistema in modo più grave di Microsoft." Vance ha descritto una prassi da lui qualificata come abuso: le aziende pubblicano prima annunci di lavoro su giornali di piccole città, per poi invocare la mancanza di candidati come pretesto per richiedere la green card a favore di dipendenti stranieri. "Usano questo esito di mancanza di candidati per sostituire i lavoratori americani con quelli che di fatto sono lavoratori contrattisti stranieri", ha dichiarato Vance.

Questa accusa pubblica è in netto contrasto con un'altra iniziativa governativa dello stesso giorno. La Deutsche Welle riporta che, poche ore prima dell'annuncio della sospensione, il presidente Trump avrebbe dovuto consegnare al CEO di Microsoft Satya Nadella la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l'Innovazione. L'esito finale della cerimonia non è stato chiarito dalle cronache pubbliche, ma l'episodio riflette come l'attuale amministrazione, mentre celebra con grande risalto le figure di spicco del settore tecnologico, intervenga al contempo sulla catena occupazionale dello stesso comparto con una retorica di "tutela del lavoratore americano".

Microsoft, in una dichiarazione, ha risposto che fornirà ulteriori informazioni al governo, sottolineando come la maggior parte dei propri dipendenti sia americana, che l'azienda corrisponde tra i livelli retributivi più elevati del settore tecnologico e che le retribuzioni delle domande H-1B rientrano tra i più alti tra le domande della stessa tipologia; l'azienda ha inoltre precisato che una quota consistente delle domande H-1B riguarda passaggi di status di persone già presenti sul territorio statunitense. Il rapporto annuale 2025 dell'azienda mostra che Microsoft impiega circa 125.000 dipendenti americani e 103.000 dipendenti internazionali. La Deutsche Welle riporta che Microsoft non ha risposto punto per punto alle accuse di Vance.

Il programma di visti H-1B è da tempo accusato da parte di legislatori e sindacati di sostituire i lavoratori americani con manodopera straniera a basso costo, e l'attuale amministrazione sta portando avanti un'azione più ampia contro questo programma. La sospensione del PERM significa che le aziende non possono più addurre la mancanza di "candidati americani qualificati" per richiedere, a beneficio di dipendenti stranieri, la certificazione permanente del lavoro finalizzata alla green card; questa procedura è il passaggio chiave per il transito del personale tecnico dal visto H-1B al permesso di soggiorno permanente.

La cronaca non chiarisce: se la sospensione si estenderà ai lavoratori stranieri già presenti sul territorio USA in fase di regolarizzazione del proprio status, né quale impatto su visti e mezzi di sussistenza ciò comporterà per i lavoratori comuni e le loro famiglie nei paesi esportatori di manodopera tecnica come l'India; le "indagini federali" cui fa riferimento Sonderling, ovvero lo specifico tipo di abuso cui puntano, restano circoscritte al livello delle dichiarazioni unilaterali dei funzionari governativi.

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