Dopo il ricovero del bambino è stata disposta la chiusura: al centro di assistenza all’infanzia Edge è venuta meno la responsabilità più elementare di tutela
L’Education Standards Board dell’Australia Meridionale ha accertato che il centro di assistenza all’infanzia di Edge Early Learning a Port Augusta non ha adempiuto alla responsabilità di proteggere i bambini da danni e pericoli. L’autorità di vigilanza ne ha disposto la chiusura per due settimane, ma un bambino era già stato ricoverato e le famiglie hanno comunque dovuto sopportare rischi e conseguenze evitabili.
Edge Early Learning detiene il controllo della cura quotidiana dei bambini, ma non ha saputo tutelare il requisito fondamentale di proteggerli dai danni. Il provvedimento di chiusura emanato successivamente dall’autorità di regolamentazione non può cancellare il fatto che un bambino sia già stato ricoverato in ospedale.
L’8 settembre, la Australian Broadcasting Corporation ha riferito che un bambino assistito presso il centro era stato ricoverato in seguito a un episodio avvenuto lo scorso giovedì. L’Education Standards Board dell’Australia Meridionale ha in seguito accertato che il fornitore del servizio aveva violato l’obbligo di proteggere i bambini da danni e pericoli, ordinando la chiusura del centro per due settimane fino alle 18:30 del 21 settembre. Il consiglio ha inoltre richiesto che il centro comunichi per iscritto a tutte le famiglie dei bambini iscritti quanto accaduto e la decisione dell’autorità di vigilanza, svolga un’indagine interna e organizzi per tutto il personale una formazione indipendente che includa le procedure di risposta alle emergenze.
Questi ordini non riguardano una lieve omissione procedurale, ma il rapporto di responsabilità più centrale nel potere affidato a un servizio di assistenza all’infanzia. Dopo aver affidato i propri figli piccoli all’istituzione, i genitori non possono osservare costantemente ciò che accade sul posto né sostituirsi al personale nella gestione di pericoli improvvisi; l’istituzione dispone quindi di un vantaggio molto maggiore in termini di informazioni e capacità d’azione rispetto alle famiglie. Edge non ha rispettato gli obblighi di tutela accertati dall’autorità di regolamentazione, ma il rischio è stato sostenuto per primo dal bambino, privo del controllo della situazione; i genitori devono poi affrontare anche il ricovero, l’interruzione dell’assistenza e lo stress causato dalla necessità di trovare una nuova soluzione per la cura del figlio.
Le informazioni pubbliche non hanno ancora chiarito la dinamica dell’episodio, le condizioni del bambino e l’identità dei singoli responsabili. Qualsiasi ulteriore valutazione del grado di negligenza dovrà attendere i risultati dell’indagine. Ma la conclusione regolamentare già accertata è sufficiente a dimostrare che la formazione in materia di sicurezza e la capacità di affrontare le emergenze non dovrebbero essere impartite in ritardo, concentrandovi gli sforzi solo dopo che un bambino è stato ricoverato in ospedale e il centro è stato costretto alla chiusura. La sospensione di due settimane rappresenta soltanto la misura correttiva minima; Edge deve innanzitutto completare l’indagine, attuare la formazione e riferire con precisione alle famiglie coinvolte gli elementi che l’autorità di regolamentazione ha ordinato di comunicare. Gli operatori dei servizi di assistenza all’infanzia non possono, da un lato, assumersi la responsabilità della sicurezza dei bambini e, dall’altro, lasciare che siano proprio i bambini e i loro genitori a sopportare le conseguenze delle proprie carenze gestionali.
Ancora nessun commento. Inizia la discussione.