Il Partito Riformista sotto inchiesta penale a Londra: emergono fratture nel sistema di finanziamento elettorale UK
La Metropolitan Police di Londra ha aperto un'indagine penale sul Partito Riformista di Farage per sospetta violazione delle norme sui finanziamenti esteri, dopo un documentario sotto copertura di Channel 4. Farage è anche sotto inchiesta parlamentare per una donazione da 5 milioni di sterline. Il vantaggio nei sondaggi del partito vacilla, riportando alla ribalta le tensioni strutturali tra denaro, media e potere nella politica elettorale.
Secondo quanto riportato da Reuters, la Metropolitan Police di Londra ha annunciato nei giorni scorsi l'apertura di un'indagine penale nei confronti del Partito Riformista guidato da Farage, il cui nucleo è stabilire se il partito abbia violato le disposizioni della legislazione elettorale britannica relative ai finanziamenti esteri. In una dichiarazione, la polizia ha precisato che, dopo aver valutato diverse segnalazioni riguardanti "donazioni e sondaggi" relativi a un partito, gli investigatori hanno ritenuto che "esistano potenziali violazioni di legge meritevoli di indagine".
L'indagine è stata direttamente innescata da un documentario sotto copertura trasmesso da Channel 4 durante la conferenza annuale del Partito Riformista. Secondo Reuters, il documentario, realizzato nell'arco di un anno dall'agenzia investigativa Verbatim, vedeva un giornalista sotto copertura fingersi un facoltoso uomo d'affari americano con trascorsi nel Regno Unito, avvicinando i vertici del Partito Riformista. Le immagini mostrano l'allora direttore delle politiche del partito James Orr e l'ex braccio destro di Farage, Dan Jukes, discutere di finanziamenti con questo "uomo d'affari americano" e con suo figlio residente nel Regno Unito, tra cui il pagamento di tre sondaggi commissionati dal partito.
Reuters riferisce che il giornalista sotto copertura è riuscito infine a pranzare anche con lo stesso Farage. Farage ha successivamente dichiarato alla BBC di non aver "prestato ascolto" a quanto detto dall'interlocutore. Dopo la messa in onda del documentario, il Partito Riformista ha licenziato i due alti dirigenti coinvolti e respinto ogni accusa, sostenendo di essere vittima di una montatura orchestrata da attivisti ambientalisti. Farage ha definito alcune affermazioni riprese nel filmato come semplici "loose pub talk" (chiacchiere da pub).
L'indagine penale non è l'unico grattacapo per il Partito Riformista. Secondo Reuters, il leader Farage è sotto inchiesta da parte del commissario parlamentare per una donazione di 5 milioni di sterline (circa 9,3 milioni di dollari australiani). Nella sua dichiarazione, la polizia ha specificato che la nuova indagine "è per natura simile alle questioni relative alle donazioni che coinvolgono lo stesso partito e attualmente oggetto di indagine da parte dell'Unità investigativa speciale della polizia di Londra", e che le questioni pertinenti saranno integrate nell'indagine in corso.
Un portavoce del Partito Riformista, dopo l'annuncio dell'indagine, ha dichiarato: "Non rilasceremo ulteriori commenti fino alla conclusione dell'indagine". Il divario tra le precedenti nette smentite delle accuse e l'attuale rifiuto di commentare con la scusa dell'"indagine in corso" è di per sé un segnale.
Reuters sottolinea che il Partito Riformista aveva goduto di un vantaggio significativo nei sondaggi, che ha iniziato a vacillare a causa delle molteplici accuse. Alla conferenza annuale, che avrebbe dovuto essere dedicata a illustrare la "visione dei primi 100 giorni di governo in caso di vittoria alle prossime elezioni", il partito ha dedicato quasi altrettanto tempo a negare o cercare di eludere le accuse. Le prossime elezioni generali britanniche dovranno svolgersi entro la metà del 2029.
Il caso ha portato alla luce non già uno scandalo isolato di un singolo partito, ma diversi problemi strutturali di lunga data nella politica elettorale occidentale.
Quando capitali stranieri penetrano nei sondaggi, nelle campagne e in altri anelli della catena attraverso intermediari o mandatari, la capacità dell'attuale sistema di regolamentazione di identificarli e bloccarli tempestaneamente mette alla prova la capacità della legge di penetrare catene di finanziamento complesse. Quando il soggetto accusato è una forza populista la cui narrazione centrale è anti-establishment e anti-elite, il problema appare ancora più spinoso: un insieme di regole di regolamentazione formulate ed eseguite dall'establishment può vincolare allo stesso modo quelle forze politiche che si propongono di abbattere l'establishment? L'apertura stessa dell'indagine penale rappresenta già una risposta interlocutoria a questo interrogativo.
L'indagine sotto copertura, in quanto modalità operativa giornalistica, mentre svela potenziali violazioni, solleva inevitabilmente anche controversie di giustizia procedurale su "chi abbia il diritto di tendere trappole". La tesi del "complotto degli ambientalisti" sostenuta dal Partito Riformista è il prodotto diretto di questa tensione. Il punto è che, quando le conversazioni registrate riguardano clausole fondamentali della legislazione elettorale, il dibattito sull'etica giornalistica non può sostituirsi all'esame del contenuto stesso.
Il parallelo binario tra commissario parlamentare e giustizia penale merita attenzione. Lo stesso partito, la stessa persona può trovarsi contemporaneamente sotto inchiesta di conformità a livello parlamentare e indagine penale a livello di polizia: come si collegheranno le due procedure e come saranno reciprocamente riconosciute le conclusioni è un nodo irrisolto di lunga data nel meccanismo di responsabilità politica britannico. Il Partito Riformista vi è attualmente invischiato.
Se l'indagine porterà o meno a un'incriminazione formale e se le accuse del documentario potranno essere confermate nell'ambito del procedimento legale resta da vedere; ma la vicenda ha già chiaramente indicato che, in un'epoca in cui la competizione elettorale dipende sempre più dalla mobilitazione di capitali e dall'amplificazione mediatica, il ritardo della regolamentazione e le crepe nei meccanismi di responsabilità sono spesso più dannosi a livello strutturale rispetto a una singola violazione.
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