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L'Iran cattura un drone subacqueo USA: il logorio asimmetrico dietro la contesa dello Stretto di Hormuz

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha catturato un drone subacqueo americano Dive-LD all'ingresso dello Stretto di Hormuz; un portavoce anonimo del Pentagono ha dichiarato che il mezzo aveva avuto un guasto. Si intensificano gli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran per il controllo dello stretto. Questa guerra, lanciata congiuntamente da Stati Uniti e Israele, ha causato quasi 8.000 morti e ha messo in luce il divario di logorio sempre più profondo tra i costosi missili intercet

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TRUTH ERA

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha annunciato il 9 che le sue forze navali hanno catturato un drone subacqueo americano Dive-LD all'ingresso dello Stretto di Hormuz. In un comunicato la Guardia Rivoluzionaria ha definito l'operazione, condotta all'alba, una "complessa operazione militare", descrivendo il mezzo catturato come "uno dei più avanzati sottomarini intelligenti senza equipaggio dell'esercito americano", consegnato alla flotta statunitense nel 2025.

Secondo quanto riportato da Al Jazeera, i media statali iraniani hanno confermato che il drone subacqueo, lungo circa sei metri, è prodotto dall'azienda della difesa con sede in California Anduril Industries. Progettato per sorveglianza prolungata, mappatura dei fondali marini e rilevamento di mine, può raggiungere una profondità massima di 6.000 metri e un'autonomia fino a dieci giorni; secondo i media americani il costo unitario si aggira sui 2,5 milioni di dollari.

La risposta americana è stata estremamente cauta. Finora nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata dalle autorità statunitensi. Un portavoce anonimo del Pentagono ha detto a Reuters che il drone subacqueo "aveva avuto un guasto il giorno precedente", aggiungendo che "si tratta di un modello datato che non ha raccolto dati sensibili né trasportato alcuna apparecchiatura classificata, sonar o radar". Il produttore, Anduril, ha minimizzato l'accaduto: un suo portavoce ha dichiarato in un comunicato che "Dive-LD è un sistema autonomo a perdere, progettato fin dall'inizio per operare in ambienti pericolosi; la perdita della piattaforma era una possibilità prevista".

L'episodio si inserisce nello sfondo dei duri scontri tra Stati Uniti e Iran attorno allo Stretto di Hormuz. Secondo Al Jazeera, l'esercito americano ha annunciato nella serata del 9 di aver distrutto cinque petroliere iraniane come rappresaglia per l'attacco con missili balistici iraniano contro una nave della Marina statunitense. Da parte sua l'Iran ha rivendicato l'attacco a due navi americane e otto petroliere. Le affermazioni iraniane sull'abbattimento di diversi droni americani e quelle americane sull'abbattimento di un elicottero Apache non hanno ancora trovato una conferma indipendente.

Il quadro più ampio è quello di un conflitto che si protrae da mesi dopo l'operazione militare congiunta lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran alla fine di febbraio. Al Jazeera indica che la guerra avrebbe preso avvio con l'uccisione della Guida Suprema iraniana Khamenei e la successione del figlio Mojtaba Khamenei — una versione riportata ancora principalmente da quella testata, in attesa di ulteriori riscontri incrociati. I dati citati da Al Jazeera riferiscono di quasi 8.000 morti in Iran e Libano a causa dei raid aerei di Stati Uniti e Israele, e di almeno 18 vittime tra le forze americane. La controffensiva iraniana ha colpito la base Al Udeid in Qatar, dove sono dispiegate truppe USA, la base Ali Al Salem in Kuwait, la base Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti, e il Bahrein, sede del quartier generale della Quinta Flotta americana. Funzionari di Washington ritengono che la sola riparazione delle strutture in Bahrein possa costare decine di miliardi di dollari.

Particolarmente evidente è il ritmo di consumo delle munizioni americane già nelle prime fasi del conflitto. Al Jazeera sottolinea che nei primi quattro giorni di guerra gli Stati Uniti hanno lanciato più missili intercettori Patriot di quanti ne abbiano forniti all'Ucraina negli ultimi quattro anni messi insieme. Ogni intercettore vale circa 4 milioni di dollari, mentre il principale bersaglio, i droni iraniani Shahed, non costa più di 50.000 dollari. Il divario di costo, pari a circa 80 volte, si ripete continuamente sullo stesso campo di battaglia.

Il segretario alla Difesa americano Hegseth ha dichiarato a luglio che la guerra contro l'Iran è costata finora circa 37 miliardi di dollari e ha chiesto al Congresso uno stanziamento aggiuntivo quasi doppio. Il dato stride nettamente con la precedente stima di Trump, secondo cui il conflitto sarebbe durato solo quattro o cinque settimane. Sulle tensioni nelle scorte di munizioni riportate dai media, Trump ha smentito più volte, ma la sua amministrazione ha sottoposto a test del poligrafo alti funzionari del Dipartimento della Difesa per individuare la fonte delle fughe di notizie sullo stato delle riserve di armi.

Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas, è oggi il teatro principale della guerra. Le forze americane stanno prendendo di mira le strutture iraniane di sorveglianza e le navi per scoraggiare Teheran dall'attaccare le imbarcazioni che cercano di aggirare il blocco dello stretto; il blocco navale americano dei porti iraniani e le sanzioni economiche guidate dagli USA continuano a strozzare l'economia iraniana. Dal costo elevato di intercettori e droni subacquei all'impatto economico della distruzione di droni e petroliere, il prezzo del conflitto si accumula in modo estremamente asimmetrico, sia sul campo di battaglia sia sui bilanci.

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