«La Casa Rossa» vince il Premio Letterario del Primo Ministro australiano: un esame della sparatoria della polizia contro un aborigeno e del ciclo di violenza coloniale
Il libro di saggistica «La Casa Rossa» della giornalista australiana Kate Wilder ha vinto nella categoria saggistica il Premio Letterario del Primo Ministro di quest'anno. L'opera documenta l'uccisione nel 2019 del diciannovenne aborigeno Warlpiri Kumunjayi Walker, colpito da agenti di polizia del Territorio del Nord, mettendo in luce il ciclo del trauma coloniale e della violenza di Stato. L'agente coinvolto, sebbene prosciolto in sede penale, è stato riconosciuto dal coroner come portatore di
Il libro di saggistica «La Casa Rossa» (The Red House) della giornalista australiana Kate Wilder ha vinto nella categoria saggistica il Premio Letterario del Primo Ministro di quest'anno, dotato di un premio di 80.000 dollari australiani. Secondo quanto riportato dall'emittente Australian Broadcasting Corporation (ABC News), la giuria ha definito l'opera – che prende come filo conduttore l'uccisione nel 2019 del diciannovenne aborigeno Warlpiri Kumunjayi Walker da parte della polizia del Territorio del Nord – un testo fondamentale per esaminare le differenze nazionali, la profondità del trauma coloniale e il ciclo della violenza di Stato.
Wilder si occupa da tempo di tematiche aborigene. Nel libro ricostruisce nel dettaglio quanto accaduto nel novembre 2019 a Yuendumu, nel Territorio del Nord: quando la polizia si recò nell'abitazione della nonna di Walker per eseguire un arresto, Walker ferì con forbici mediche alla spalla l'allora agente semplice Zachary Rolfe, che rispose esplodendo tre colpi d'arma da fuoco; Walker morì dopo un'ora di detenzione. Nei tre giorni precedenti, Walker era stato ricercato per aver minacciato con un'ascia due agenti di polizia locali.
L'episodio suscitò una forte reazione nelle comunità aborigene. Secondo ABC News, oltre mille persone parteciparono ad Alice Springs alla marcia «Giustizia per Walker», e lo slogan «Justice for Walker» fu verniciato sui cartelli stradali che portano a Yuendumu. La rabbia collettiva precedette di circa sei mesi l'ondata globale di «Black Lives Matter» scatenata dall'uccisione dell'afroamericano George Floyd.
Nel marzo 2022, Rolfe fu prosciolto dall'accusa di omicidio al termine di un processo durato sei settimane a Darwin. Tre anni dopo, nel luglio 2025, il coroner del Territorio del Nord pubblicò le conclusioni dell'inchiesta sulle cause del decesso, riconoscendo che Rolfe aveva atteggiamenti razzisti e dichiarando di non poter escludere che il suo atteggiamento fosse «una delle cause della morte di Kumunjayi». Rolfe fu in seguito espulso dal corpo di polizia del Territorio del Nord.
In un'intervista ad ABC Arts, Wilder ha dichiarato di aver a lungo esitato prima di mettere mano alla penna. Discusse a lungo con amici aborigeni e non aborigeni se, in quanto donna bianca, di classe media e di mezza età, spettasse a lei affrontare questo tema. Decise infine di scrivere, sostenendo che «inquadrare l'episodio come una "storia aborigena" è esso stesso parte del problema». La sua affermazione è stata: «A sparare (al signor Walker) è stato un agente bianco, quindi questa storia è al tempo stesso una storia dell'Australia bianca e una storia dell'Australia nera».
Sul piano della struttura, Wilder si è ispirata alla concezione aborigena del tempo chiamata «Everywhen» (eterno presente) – in cui passato, presente e futuro coesistono. Ha utilizzato questo approccio per spezzare la narrazione lineare, facendo dialogare i frammenti di violenza del passato con gli eventi del presente, rivelando come la violenza tra polizia e aborigeni sembri ripetersi ciclicamente. Ha detto: «Ciò che sta accadendo porta con sé i fantasmi del passato».
Nella motivazione del premio, la giuria ha scritto che l'inchiesta di Wilder è «bruciante e senza reticenze» e che «esamina le differenze nazionali, la profondità del trauma coloniale e il terribile ciclo di violenza e disumanizzazione di Stato che ha reso possibile, quasi inevitabile, lo scontro narrato nel libro». I giurati hanno inoltre definito il volume «profondamente compassionevole... rigoroso e cruciale per un dialogo nazionale in corso».
Wilder ha dichiarato di essere «sconvolta e orgogliosa» per il premio. «È una vera sensazione di essere riconosciuta», ha detto, «fa piacere sapere che alle persone sta a cuore questa vicenda».
Il divario tra la sentenza di assoluzione in sede penale e l'accertamento del coroner sugli atteggiamenti razzisti costituisce la tensione centrale che «La Casa Rossa» cerca di mettere in luce. Wilder scrive: «Ogni individuo ha la responsabilità di vivere in modo che la riparazione diventi possibile». Tra gli altri vincitori del Premio Letterario del Primo Ministro di quest'anno figurano Ron Howitt per «Southern Frontier» (premio per la storia australiana) e Leonie Norling, in collaborazione con diversi anziani Yuulnu, per «A Piece of Red Cloth» (categoria narrativa), tra gli altri.
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