Mondo e sicurezza

La Federcalcio francese ritira il sostegno a Infantino: la controversia sulla privatizzazione delle quote dei Mondiali scuote il governo del calcio mondiale

Il Comitato esecutivo della Federcalcio francese ha revocato all'unanimità il proprio sostegno alla rielezione del presidente della FIFA Gianni Infantino, raggiungendo le fila di Inghilterra, Italia e altre federazioni in rivolta. Il crollo di fiducia, innescato dalla proposta di vendita del 20% delle quote della Coppa del Mondo, rende l'elezione presidenziale di Rabat del marzo 2027 un nodo cruciale nello scontro di potere per il governo del calcio globale.

4 visualizzazioniAccedi per salvare
TRUTH ERA

Il Comitato esecutivo della Federcalcio francese ha deciso giovedì all'unanimità di ritirare il proprio sostegno alla rielezione del presidente della FIFA Gianni Infantino, prevista per il prossimo anno. Il presidente Philippe Diallo ha dichiarato senza mezzi termini che «la fiducia nel presidente della FIFA è venuta meno», osservando come la visione della Francia sul governo del calcio mondiale non sia «più in linea» con la prassi effettiva della FIFA.

Secondo quanto riportato da Al Jazeera, a innescare questo cambio di posizione è stata una proposta avanzata in precedenza da Infantino: vendere il 20% delle quote delle competizioni FIFA — inclusa la Coppa del Mondo — a investitori privati. Il piano era stato accantonato lo scorso luglio di fronte alla diffusa opposizione delle confederazioni calcistiche continentali.

Diallo ha spiegato che la Francia aveva concesso il proprio sostegno a fine giugno, quando Infantino era ancora l'unico candidato dichiarato, ma che da allora la situazione è cambiata radicalmente. «Le condizioni che avevano giustificato il nostro appoggio alla sua candidatura non sussistono più», ha affermato. La proposta di vendita delle quote era stata presentata senza un'adeguata consultazione o informazione delle federazioni, circostanza che, secondo Diallo, solleva «seri interrogativi» sulle modalità di governo e decisione della FIFA.

La Francia non è l'unica federazione europea ad aver fatto marcia indietro. Secondo Al Jazeera, le federazioni di Inghilterra, Italia, Belgio, Scozia e Svezia hanno modificato o ritirato il proprio sostegno a Infantino. UEFA, AFC e la CONCACAF hanno lanciato un appello pubblico per un cambio al vertice della FIFA e stanno lavorando per presentare un «candidato alternativo credibile» prima dell'elezione presidenziale in programma il 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco. Il termine per la presentazione delle candidature scade il 18 novembre.

Diallo ha sottolineato come il riposizionamento francese si inserisca in un movimento più ampio, che coinvolge la UEFA e non solo, e che le discussioni successive si concentreranno sulle riforme di governo e sull'individuazione di un candidato in grado di conquistare la presidenza. «Limitarsi a criticare non basta», ha osservato, «se si vuole portare le cose avanti, bisogna anche proporre delle soluzioni».

Infantino continua al momento a ricevere il sostegno della CONMEBOL e della CAF. Ciò significa che l'elezione di Rabat si preannuncia come un raro confronto globale per il potere nel calcio: da un lato la coalizione riformista composta dalle federazioni europee, asiatiche e nord-centroamericane, dall'altro il presidente in carica, radicato nei due continenti del Sud del mondo.

La controversia sulla vendita del 20% delle quote ha portato in primo piano una questione più profonda: quando un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro con sede a Zurigo tenta di privatizzare parte di un proprio asset fondamentale come la Coppa del Mondo, chi ha il diritto di partecipare a questa decisione? Le dichiarazioni di Diallo, unite al precedente appello congiunto di UEFA, AFC e CONCACAF per un «cambio della leadership», indicano come questo metodo decisionale calato dall'alto stia innescando tensioni strutturali all'interno del calcio mondiale.

Lo scontro finale è fissato tra cinque mesi a Rabat.

Commenti

0

Ancora nessun commento. Inizia la discussione.