Mondo e sicurezza

La guerra entra in aula: la Russia inserisce i droni nel curriculum scolastico obbligatorio

Un giornalista di Al Jazeera ha visitato un'aula a Mosca e documentato come le scuole pubbliche russe insegnino ormai ufficialmente ad alunni l'assemblaggio e il pilotaggio di droni. La riforma è stata introdotta mentre il conflitto in Ucraina è ancora in corso e l'educazione patriottica ha acquisito un peso maggiore nei programmi scolastici.

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TRUTH ERA

L'istruzione obbligatoria russa sta trasformando i droni in una materia curricolare. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, le scuole pubbliche russe attualmente insegnano ai bambini l'assemblaggio e il pilotaggio di droni, nell'ambito di una riforma dei programmi nazionali. Questo cambiamento si inserisce nel contesto di un conflitto in Ucraina ancora in corso e implica un addestramento tecnico direttamente connesso alla guerra introdotto in modo sistematico nella vita quotidiana degli studenti delle scuole primarie e secondarie.

Il giornalista di Al Jazeera Dmitry Medvedenko si è recato in un'aula di Mosca, dove ha potuto documentare direttamente la scena e osservare come l'educazione patriottica stia diventando sempre più parte dei programmi scolastici russi, procedendo parallelamente ai corsi sui droni. Il servizio non ha reso noti il livello scolastico specifico, la portata e il monte ore del programma.

L'inserimento del pilotaggio dei droni nell'istruzione obbligatoria non rappresenta un semplice aggiornamento tecnico, ma è un chiaro segnale della logica statale bellica che si estende alla vita dei minori. Quando una normale scuola secondaria inizia ad addestrare gli studenti ad assemblare e pilotare strumenti impiegati in combattimento, e quando l'indottrinamento patriottico viene iscritto ufficialmente nei programmi, il peso della guerra non grava più soltanto sui soldati al fronte e sull'industria della difesa, ma viene trasferito in anticipo su una generazione ancora in fase di crescita.

Chi sosterrà il costo di questo cambiamento non è ancora chiaro, in assenza di fonti indipendenti. Il servizio di Al Jazeera non riporta le reazioni di genitori, insegnanti o ricercatori del settore educativo a questa riforma, né valuta l'impatto a lungo termine di un'esposizione intensiva all'addestramento a carattere militare sullo sviluppo fisico e psicologico dei minori. In mancanza di un dibattito pubblico e di una supervisione esterna, lo Stato rimodella l'aula scolastica in nome della sicurezza e della patria, ma non è chiaro chi ne definisca i confini né se esista un meccanismo di uscita.

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