Taiz nuovamente assediata: 800 mila persone private degli aiuti, i caccia «Typhoon» britannici coadiuveranno la difesa dell'Arabia-Saudi
Secondo Al Jazeera, l'ONU ha avvertito che gli Houthi hanno bloccato l'unica linea di rifornimento tra Taiz e Aden; il Programma alimentare mondiale ha riferito che lo spostamento del fronte e la chiusura delle strade hanno impedito a 800.000 persone di ricevere aiuti salvavita, la gran maggioranza delle quali si trova a Taiz. I combattimenti nella provincia di Taiz, dal 1 agosto al 19 ottobre, hanno provocato la morte di almeno 32 civili, tra cui 14 bambini. Il Regno Unito ha annunciato il disp
Secondo Al Jazeera, Volker Türk, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha avvertito che gli Houthi hanno bloccato l'unico canale di rifornimento che collega Taiz ad Aden, mettendo a grave rischio i civili e interrompendo l'arrivo degli aiuti umanitari e delle forniture di beni essenziali. Al Jazeera, citando un avvertimento del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, ha riferito che lo spostamento del fronte e la chiusura delle strade hanno impedito a 800.000 persone di ricevere aiuti salvavita; la gran maggioranza di queste si trova a Taiz. Inoltre, oltre 18 milioni di persone in tutto lo Yemen sono confrontate con una grave insicurezza alimentare.
Dopo che gli Houthi hanno preso il controllo di una delle principali strade che collegano Taiz al sud dello Yemen, la città, già assediata più volte, è nuovamente stata assediata. Al Jazeera ha riferito che i combattimenti continui nella provincia di Taiz, dal 1 agosto al 19 ottobre, hanno provocato la morte di almeno 32 civili, tra cui 14 bambini. Mentre i combattimenti si avvicinano alla città, alcuni prodotti di base scarseggiano e i prezzi sono aumentati di parecchie volte. Il taglio della linea di rifornimento sta cancellando i collegamenti più essenziali tra la città e l'esterno; i cambiamenti nel controllo militare si sono così tradotti direttamente in difficoltà per i residenti ad accedere a cibo e articoli per l'uso quotidiano.
Il numero di morti è in aumento anche su altri fronti. Le autorità locali di Shabwah hanno riferito che il numero dei morti causati dall'attacco houthi a una base militare è stato corretto al rialzo a 73; anche il governo internazionalmente riconosciuto dello Yemen ha attribuito la responsabilità dell'attacco agli Houthi. Al Jazeera non ha fornito una verifica indipendente dei fatti e il numero potrebbe quindi cambiare. Nonostante ciò, l'attacco alla base di Shabwah e gli attacchi con razzi e droni contro l'Arabia-Saudi indicano che la guerra non è più limitata a Taiz e continua a estendersi attraverso attacchi transfrontalieri e ritorsioni.
L'intervento militare esterno si è intanto intensificato. Dopo gli attacchi con razzi e droni a città e infrastrutture dell'Arabia-Saudi, il Regno Unito ha annunciato il dispiegamento di caccia «Typhoon» per contribuire alla tutela dell'Arabia-Saudi. Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha dichiarato che i caccia svolgeranno esclusivamente missioni difensive e non effettueranno attacchi all'interno dello Yemen. Il Parlamento egiziano ha invece rinviato la votazione sull'autorizzazione all'esercito di sostenere l'Arabia-Saudi nelle operazioni contro gli Houthi. Al Jazeera ha inoltre riportato che la coalizione guidata dall'Arabia-Saudi ha dichiarato di aver intercettato e abbattuto un missile balistico diretto verso Riad e che la coalizione araba ha condotto incursioni aeree contro posizioni houthi in Yemen nell'ultima settimana.
Ali Dahab, analista di questioni militari e di sicurezza, ritiene improbabile che l'intervento internazionale porti all'impiego di truppe via terra e prevede che il coinvolgimento sia limitato principalmente al supporto aereo e navale. Ciò indica che l'obiettivo diretto dell'azione britannica è proteggere l'Arabia-Saudi, che si trova oltre i confini dello Yemen, anziché intervenire nelle operazioni di terra all'interno del Paese.
Questi sviluppi rivelano uno squilibrio strutturale nell'intervento internazionale. Il compito dichiarato pubblicamente dal Regno Unito è proteggere l'Arabia-Saudi dagli attacchi transfrontalieri, ma l'unica linea di rifornimento di Taiz resta bloccata. Almeno sulla base delle azioni dichiarate pubblicamente, la risposta internazionale mostra un doppio metro: la minaccia alla difesa aerea di un Paese può portare rapidamente al dispiegamento di caccia; i civili delle città, che perdono l'accesso al cibo a causa dello spostamento del fronte e si trovano senza beni essenziali, ricevono invece soprattutto l'appello dell'ONU affinché tutte le parti garantiscano il passaggio degli aiuti.
La dichiarazione del Ministero della Difesa del Regno Unito sulla missione «esclusivamente difensiva» delimita l'ambito in cui non si attaccherà all'interno dello Yemen, ma non ha riaperto il passaggio umanitario di Taiz e non può far fronte all'attacco di Shabwah e agli scontri transfrontalieri.
Il governo internazionalmente riconosciuto dello Yemen ha lanciato il 5 ottobre una controffensiva su vasta scala denominata «Yemen Dawn». Secondo il governo, i raid aerei avrebbero distrutto i rinforzi degli Houthi e un deposito di armi, impedendo loro di avanzare su più fronti. Queste affermazioni provengono da una delle parti in conflitto e non sono state verificate in modo indipendente. Dahab ritiene che la capacità del governo yemenita di passare dalla difesa all'offensiva resti limitata e che la sua area effettiva di controllo a Marib non si sia estesa fino a corrispondere a ciò che il nome «Yemen Dawn» suggerisce. Dahab ritiene inoltre che i raid aerei continui possano avere un impatto sostanziale sull'infrastruttura militare degli Houthi, ma ciò non equivale al ripristino della linea di rifornimento di Taiz; i risultati tattici delle operazioni militari e la possibilità per i civili di ricevere aiuti sono due questioni distinte, che non vanno confuse.
Per i residenti di Taiz, la verifica più diretta è se i convogli di aiuti potranno entrare e se chi desidera lasciare la città potrà farlo in sicurezza. «L'accesso degli aiuti umanitari in questa città deve essere autorizzato immediatamente e il loro passaggio deve essere garantito. I civili che desiderano lasciare la città devono essere autorizzati a partire liberamente e in sicurezza», ha dichiarato Volker Türk, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.
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