Attacchi degli Houthi contro aeroporti sauditi: 3 morti e 36 feriti – escalation in Yemen e il costo asimmetrico dell'intervento di forze esterne
Gli Houthi yemeniti hanno attaccato gli aeroporti internazionali sauditi di Abha e Re Khalid, causando almeno 3 morti e 36 feriti tra i civili. Gli Houthi hanno rivendicato la responsabilità citando come motivazione la «risposta all'aggressione saudita in Yemen». I dati ONU mostrano che dalla riaccensione della guerra civile yemenita a luglio, più di 200.000 persone sono state sfollate. Questa guerra, plasmata dalla coalizione a guida saudita e dal sostegno occidentale di lunga data, presenta un
Gli Houthi yemeniti hanno lanciato un attacco contro due aeroporti internazionali dell'Arabia Saudita, causando la morte di almeno 3 civili e il ferimento di altri 36. Secondo quanto riportato da Africanews, il portavoce militare degli Houthi Yahya Saree ha rivendicato la responsabilità dell'azione, definendola una risposta all'«aggressione saudita in Yemen», e ha precisato che sono stati impiegati missili balistici e droni.
Gli attacchi si sono verificati rispettivamente martedì e mercoledì, prendendo di mira l'aeroporto internazionale di Abha e l'aeroporto internazionale Re Khalid. L'Autorità generale dell'aviazione civile saudita ha dichiarato di stare collaborando con le «autorità di sicurezza competenti» per valutare i danni agli aeroporti e garantire la sicurezza di passeggeri e personale.
Quasi nello stesso arco di tempo, gli Houthi hanno lanciato missili balistici e droni anche contro l'aeroporto di Aden, in Yemen, senza che siano state segnalate vittime. Aden rappresenta il principale scalo internazionale per alcune zone dello Yemen al di fuori delle aree controllate dagli Houthi. Il fatto che strutture di aviazione civile siano diventate contemporaneamente obiettivi su entrambi i fronti del conflitto evidenzia come lo scontro si stia estendendo a un numero crescente di infrastrutture civili.
Kuwait, Siria, Egitto e la Lega del Mondo Musulmano hanno pubblicato rapidamente comunicati in cui condannano gli attacchi degli Houthi contro gli aeroporti sauditi. Tali condanne sono apparse tempestivamente sulle prime pagine dei media internazionali.
Ma la «aggressione saudita» invocata dagli Houthi rimanda a una catastrofe a lungo compressa nella cronaca internazionale. I dati ONU mostrano che, dalla riaccensione della guerra civile yemenita nel luglio di quest'anno, oltre 200.000 persone sono state sfollate all'interno del Paese. Gli Houthi controllano gran parte del nord-ovest dello Yemen e hanno recentemente conquistato aree strategicamente rilevanti lungo la costa del Mar Rosso, portando il conflitto verso un nuovo punto critico.
La velocità con cui il bilancio delle vittime degli attacchi agli aeroporti sauditi è entrato nell'agenda internazionale è in netto contrasto con la visibilità accordata, nello stesso arco di tempo, al costo umano pagato dai civili yemeniti a causa delle operazioni della coalizione a guida saudita all'interno dello Yemen. Questa guerra tra le forze governative sostenute dall'Arabia Saudita e gli Houthi sostenuti dall'Iran è stata a lungo plasmata dall'intervento di forze esterne – le operazioni della coalizione a guida saudita godono del sostegno militare e diplomatico dei Paesi occidentali – ma tale intervento tende a essere minimizzato nelle narrazioni dominanti in Occidente. Il dato ONU di 200.000 yemeniti sfollati segnala come la distribuzione dei costi di questa guerra e la sua copertura mediatica presentino entrambe un'asimmetria strutturale.
Ancora nessun commento. Inizia la discussione.