Il satellite militare russo si è avvicinato a ICEYE-X36, gli USA sospendono l’accesso ucraino al portale delle immagini commerciali e limitano Starshield
Secondo Al Jazeera, il satellite militare russo «Cosmos 2612» è arrivato a circa 500 metri da ICEYE-X36; LeoLabs ha precisato che la stima è incerta e che le intenzioni russe non sono state confermate. L’Ucraina utilizza le capacità di ICEYE, ma non è possibile confermare che quel satellite fornisca direttamente supporto alle forze ucraine. Parallelamente, nel marzo 2025 l’Agenzia nazionale per l’intelligence geospaziale ha temporaneamente sospeso l’accesso dell’Ucraina al portale principale per
Secondo Al Jazeera, dopo mesi di manovre, il satellite militare russo «Cosmos 2612» ha ridotto la distanza da ICEYE-X36 da oltre 320 chilometri a circa 4,8 chilometri, spostandosi poi alternativamente davanti e dietro al satellite radar commerciale. L’azienda di tracciamento spaziale LeoLabs stima che, nel fine settimana, i due siano arrivati una volta a circa 500 metri di distanza, ma chiarisce che la stima è incerta; altri report hanno indicato una distanza minima inferiore a 30 metri. Al momento della pubblicazione di Al Jazeera, Cosmos 2612 aveva iniziato ad allontanarsi.
ICEYE-X36 è di proprietà della filiale Stats Uniti della società finlandese ICEYE ed è registrato negli Stati Uniti. Al Jazeera, citando «Defense News», riferisce che ICEYE fornisce immagini radar all’Ucraina dal 2022. Secondo Al Jazeera, un funzionario ucraino ha dichiarato che le forze armate ucraine utilizzano le capacità di ICEYE, ma non è possibile confermare che il satellite ICEYE-X36 in quanto tale supporti l’Ucraina. Pertanto, il materiale disponibile non consente di equiparare quel satellite all’uso da parte delle forze ucraine delle capacità di ICEYE.
Le intenzioni russe non sono state confermate. Marco Langbroek dell’Università di Delft elenca alcune possibilità: potrebbe essere un’esaursione per un attacco futuro, una provocazione o un’intimidazione, oppure un test del modo in cui reagirebbe l’operatore satellitare; attualmente non vi sono prove che confermino nessuna di queste ipotesi. Al Jazeera, citando Reuters, riferisce che l’amministratore delegato di ICEYE Rafal Modrzewski dichiarò che, dopo che l’azienda aveva manovrato il proprio satellite, sembrava che i russi avessero continuato a regolare la propria posizione, ma non vi sono prove di un rapporto causale.
I ricercatori ritengono che la distruzione cinetica diretta del satellite appaia al momento poco probabile: una risposta potenziale sarebbe difficile da prevedere e i detriti generati da una collisione influirebbero su tutti gli utenti dello spazio. Il materiale citato da Al Jazeera non mostra che siano già avvenute collisioni, interferenze o intercettazioni di dati, ma un avvicinamento così ravvicinato aumenta questi rischi. Secondo un analista, si è trattato di un avvicinamento effettuato senza il consenso del proprietario del satellite commerciale; qualunque fossero le intenzioni russe, esso ha direttamente esposto gli asset gestiti dalla società al rischio di guerra.
La Russia ha inoltre avvicinato più volte in passato asset spaziali di altri Paesi. Nel 2020 due satelliti russi si sono avvicinati al satellite militare USA 245; nel settembre 2025 il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato che due satelliti russi Luch-Olymp hanno tracciato due satelliti Intelsat utilizzati dalle forze armate tedesche. Nell’ottobre 2022 un alto funzionario del ministero degli Esteri russo ha dichiarato all’ONU che le infrastrutture a doppio uso potrebbero costituire bersagli legittimi per attacchi di rappresaglia. Questi episodi non dimostrano che in questo caso vi fosse un’intenzione distruttiva, ma evidenziano come il margine tra gli asset spaziali commerciali e militari si stia assottigliando: i precedenti avvicinamenti russi riguardavano soprattutto satelliti militari, mentre quello attuale è avvenuto nei pressi di un asset commerciale di telerilevamento legato a capacità utilizzate dalle forze armate ucraine.
Nel frattempo, anche i canali attraverso cui l’Ucraina ottiene informazioni spaziali alternative sono limitati da una decisione amministrativa americana. Secondo Al Jazeera, che cita Reuters, nel marzo 2025, mentre Washington sospendeva la condivisione delle informazioni con l’Ucraina, l’Agenzia nazionale per l’intelligence geospaziale sospese temporaneamente l’accesso dell’Ucraina al portale principale per le immagini commerciali acquistate dal governo degli Stati Uniti. Nella settimana precedente alla pubblicazione di Al Jazeera, due funzionari USA e un funzionario di un Paese occidentale hanno riferito che l’ordine di limitare l’uso ucraino di Starshield proveniva dall’interno della Casa Bianca. Starshield è la versione militare di SpaceX Starlink. Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha dichiarato che il servizio attualmente non può essere fornito all’Ucraina e che la richiesta di Kiev di utilizzarlo per colpire obiettivi in profondità nel territorio russo è ancora in discussione.
La sospensione di un singolo accesso non significa che l’Ucraina perda immediatamente tutte le immagini spaziali. La costellazione ICEYE conta più di un satellite e i satelliti radar sovrani tedeschi possono fornire dati. Il vero collo di bottiglia è la velocità: la ricercatrice di sicurezza spaziale Juliana Suess ha riferito che, secondo ICEYE, l’ampliamento dell’accesso offre una capacità di acquisizione dei dati più rapida; resta però incerto se, passando a un fornitore commerciale o sovrano, sarà possibile trasferire i dati alla stessa velocità. Per le unità sul campo di battaglia, «avere i dati» e «poterli ricevere entro la finestra operativa» sono due cose diverse.
Queste due pressioni non vanno confuse. Non è ancora stabilito se l’avvicinamento russo costituisca una preparazione all’attacco; la restrizione americana all’accesso ai dati è invece una scelta politica controllata direttamente dal governo, che dispone dell’interruttore delle autorizzazioni. Le informazioni disponibili non indicano i motivi per cui la Casa Bianca ha limitato Starshield, né dimostrano che la sospensione del portale delle immagini e quella della condivisione delle informazioni appartengano alla stessa politica. Si può affermare con certezza che, nell’era della telerilevamento commerciale, «sostenere l’Ucraina» non è più soltanto un’etichetta morale, ma dipende dalla velocità di aggiornamento dei dati, dalla disponibilità delle interfacce, dai permessi di accesso e dalle autorizzazioni all’uso militare. La possibilità che Kyiv utilizzi Starshield per obiettivi in profondità nel territorio russo mostra in particolare che il momento in cui le capacità di comunicazione fornite da sistemi commerciali possono trasformarsi in capacità di offesa a lunga distanza è determinato dalla politica dello Stato, e non soltanto dai contratti commerciali.
Qualunque fosse l’intento di Cosmos 2612 — esercitazione, intimidazione o test della reazione — gli operatori satellitari dovranno affrontare il rischio di collisioni e interferenze; l’Ucraina dovrà invece affrontare la questione se le prossime immagini radar arriveranno in tempo e se i servizi di comunicazione militare saranno autorizzati all’uso per attacchi in profondità. Orbite, contratti per le immagini e autorizzazioni amministrative sono ormai al fianco di droni e missili, sulla linea del fronte di questa guerra.
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