Prima del ballottaggio in Brasile, dichiarate illegali le raccomandazioni di Meta ai canali di Bolsonaro; si amplia la polemica sulla responsabilità per i fondi pubblicitari esteri
Stando ad Africanews, che cita Associated Press, il tribunale elettorale brasiliano ha ordinato, prima del ballottaggio presidenziale del 25 ottobre, che Meta tratti Lula e il candidato dell'opposizione Flávio Bolsonaro allo stesso modo, e ha dichiarato illegali le raccomandazioni algoritmiche fornite ai canali Instagram e WhatsApp di Bolsonaro. Meta nega di aver applicato favoritismi politici nella campagna brasiliana e non spiega direttamente tali raccomandazioni. Uno studio di NetLab dell'Uni
Stando ad Africanews, che cita l'Associated Press, il tribunale elettorale brasiliano ha preso, prima del ballottaggio presidenziale del 25 ottobre, due decisioni che riguardano la distribuzione dei contenuti elettorali: la piattaforma deve trattare allo stesso modo l'attuale presidente Lula e il candidato dell'opposizione Flávio Bolsonaro; la fornitura di raccomandazioni algoritmiche ai canali Instagram e WhatsApp di Bolsonaro è illegale. Il team di campagna di Lula aveva presentato un ricorso sostenendo che Meta favoriva Bolsonaro mediante algoritmi distorti e meccanismi di limitazione basati sull'intelligenza artificiale; Meta ha negato di applicare favoritismi politici nella campagna brasiliana.
Meta afferma che i recenti problemi della piattaforma sono stati causati da un guasto tecnico globale, da misure antifrode rigorose e dall'aderenza alla normativa, fatti non legati a una soppressione mirata, e sostiene che il suo sistema non distribuisce i contenuti in base all'ideologia politica e che le regole si applicano in modo identico a tutti i candidati. Il reportaggio riferisce che Meta non ha spiegato direttamente perché i due canali di Bolsonaro abbiano ricevuto raccomandazioni algoritmiche. I due disturbi tecnici globali di ottobre elencati da Meta — uno ha congelato il conteggio delle visualizzazioni degli Instagram Reels in oltre 100 Paesi, mentre la distribuzione dei contenuti è rimasta normale; l'altro ha interrotto temporaneamente la funzione di uno strumento che consentiva di creare annunci basati su post Instagram già esistenti — spiegano anomalie delle funzionalità della piattaforma, ma non rispondono alla questione delle raccomandazioni ai canali di campagna contestata dal tribunale.
Il 19 ottobre un gruppo di manifestanti ha protestato davanti alla sede di Meta a San Paolo, accusando l'azienda di intervenire nelle elezioni presidenziali brasiliane. Il 25 ottobre è il giorno del ballottaggio tra Lula e Bolsonaro.
Un'altra linea di responsabilità emerge da uno studio di NetLab dell'Università federale di Rio de Janeiro. Secondo lo studio, tra luglio e settembre Meta ha ammesso almeno 1.613 annunci politici non conformi, che hanno totalizzato 171 milioni di visualizzazioni e generato circa 2 milioni di reais di ricavi; i fondi per gli annunci sono arrivati in gran parte dagli Stati Uniti. Il reportaggio non ha divulgato il metodo di ricerca, i dati originali o il margine di errore; questi numeri sono risultati pubblicati dallo studio e non equivalgono a una conclusione definitiva dell'autorità giudiziaria brasiliana su ciascun annuncio.
Marie Santini, professoressa di scienze della comunicazione che ha partecipato allo studio, ha citato le regole brasiliane: "In Brasile, è vietato a qualsiasi entità al di fuori di partiti, candidati o coalizioni acquistare pubblicità elettorale." Ha poi sostenuto: "Qualsiasi azienda, di origine brasiliana o straniera, non dovrebbe poter acquistare annunci su Meta per promuovere attività elettorali." Si tratta di una posizione espressa da una ricercatrice che ha partecipato allo studio, che non equivale a una constatazione delle autorità giudiziarie sugli acquisti transfrontalieri.
La controversia non si riduce dunque alla questione della conformità di una raccomandazione. Le regole brasiliane limitano i soggetti che possono acquistare pubblicità elettorale a partiti, candidati e coalizioni, mentre NetLab afferma che i fondi relativi sono arrivati in gran parte dagli Stati Uniti; i conti pubblicitari globali, la verifica dei pagamenti e la distribuzione dei contenuti diventano quindi componenti ineludibili della responsabilità elettorale. Meta decide se gli annunci possono essere pubblicati e ricava ricavi dalla loro distribuzione, mentre gli acquirenti cercano una diffusione politica: emerge così la tensione tra gli interessi della piattaforma e la neutralità elettorale.
I reportaggi disponibili non mostrano che Meta abbia intenzionalmente aiutato un candidato a vincere, ma ciò non elimina la responsabilità sistemica: chi ha diritto di acquistare pubblicità, quali annunci sono stati ammessi e perché specifici canali di campagna abbiano ricevuto raccomandazioni sono informazioni possedute dalla piattaforma e difficilmente verificabili da osservatori esterni. Il tribunale elettorale brasiliano ha già dichiarato illegali le raccomandazioni coinvolte. Prima del 25 ottobre, resta da verificare se Meta fermerà e correggerà le raccomandazioni, individuerà e bloccherà gli annunci segnalati dallo studio e come sarà esercitata la responsabilità sui controlli che hanno consentito i circa 2 milioni di reais di ricavi. Più fondamentale è capire se il Brasile sarà in grado di assoggettare allo stesso sistema di responsabilità elettorale i fondi transfrontalieri, e non soltanto i gruppi politici nazionali.
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