Mondo e sicurezza

L'epidemia di Ebola si diffonde dalla RDC all'Africa orientale, primo caso importato mortale in Kenya

L'epidemia di Ebola, la più rapida nella crescita mai registrata nella RDC, si è diffusa per la prima volta nell'Africa orientale. Un uomo keniota di 40 anni è morto a causa del virus dopo essere tornato a Nairobi passando per l'Uganda. Il Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie lo ha classificato come caso importato, sottolineando che la trasmissione locale non si è ancora verificata e che il Kenya rimane nella finestra di controllo.

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Secondo quanto riportato da Africanews, il Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie ha pubblicato il 10 ottobre il percorso di viaggio transfrontaliero di un uomo keniota di 40 anni morto a Nairobi lunedì a causa del virus Ebola. L'uomo era tornato dalla Repubblica Democratica del Congo in Kenya passando per l'Uganda. Durante il tragitto, le registrazioni della temperatura presso i vari punti di screening erano tutte nella norma e non era stato identificato come caso sospetto.

"This is an imported case. We will say we have an outbreak when we start having local transmission, so we have a strong window of opportunity here in Kenya," ha dichiarato nella conferenza il dottor Wessam Mankoula, responsabile della preparazione e risposta alle emergenze del Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie. L'agenzia ha chiaramente classificato il caso come importato, sottolineando che non costituisce un'epidemia prima che si verifichi la trasmissione locale.

"During this movement they didn't suspect that he is an Ebola case. Initially, some of skin infections, some sore throat, some of the malaise and he kept moving from one place to another," ha aggiunto Mankoula, rilevando che l'uomo aveva già manifestato durante il viaggio transfrontaliero sintomi quali infezioni cutanee, mal di gola e malessere generale, senza però far scattare alcun allarme in nessuno dei punti di screening. Ha inoltre lanciato un avvertimento ai pazienti in movimento attraverso i confini: "If you start developing symptoms and you are moving from one place to another, please seek medical care. This is not only to prevent the movement of disease from one to another but also for your own protection."

L'attuale epidemia di Ebola è scoppiata nella RDC a metà maggio di quest'anno e si è diffusa in diverse zone sanitarie. Secondo i dati ufficiali della RDC citati da Africanews, il Paese ha registrato almeno 8.400 casi e oltre 4.000 decessi, l'epidemia di Ebola con la crescita più rapida mai registrata. La diffusione transfrontaliera del virus ha spinto questa crisi, originariamente circoscritta alla RDC, direttamente verso l'Africa orientale.

Il Ministero della Salute del Kenya ha rafforzato il tracciamento dei contatti, il monitoraggio ai punti di ingresso e la comunicazione pubblica, ha istituito una linea telefonica di emergenza per i sintomi legati all'Ebola e si sta preparando a eventuali misure di isolamento e trattamento. Il Ministero ha inoltre chiesto alle chiese di contribuire a sensibilizzare il pubblico, promuovere misure preventive e incoraggiare la segnalazione precoce dei casi sospetti. Il sottosegretario Mary Muthoni ha invitato i cittadini a mantenere la calma durante la conferenza stampa: "Get your information only from official Ministry of Health channels. Avoid touching the body fluids of sick people and bodies, [of] those who have died from unknown illnesses."

La portata del tracciamento dei contatti avvenuti durante il viaggio transfrontaliero, e le ragioni per cui il sistema di screening non sia riuscito a identificare il caso in nessuno dei punti, non sono state ancora rese note ufficialmente in dettaglio.

Dall'attuale crisi emerge che, sullo sfondo di un conflitto protrattosi a lungo nella RDC e di un sistema sanitario sotto pressione da tempo, le epidemie superano facilmente i confini, mentre il semplice affidamento allo screening della temperatura ai punti di ingresso non è sufficiente a identificare i contagiati che presentano già sintomi non febbrili. La risposta, guidata dal Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie e dal Ministero della Salute del Kenya sul fronte del monitoraggio, del tracciamento e della prevenzione, sta diventando una prova di pressione concreta sulla capacità di coordinamento sanitario pubblico autonomo a livello regionale africano.

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