La pena di morte negli USA ridotta a strumento elettorale: l'interrogativo pungente di una sostenitrice francese dell'abolizione
Secondo un'intervista trasmessa il 12 ottobre dal programma Focus di France 24, la scrittrice abolizionista Sandrine Ageorges-Skinner ha sottolineato che il sistema della pena di morte negli Stati Uniti «sostanzialmente rappresenta un'agenda politica, soprattutto in periodo elettorale», mettendolo a confronto con l'impegno abolizionista della Francia e mettendo in discussione la logica giudiziaria di giudici e procuratori eletti che antepongono il «risultato» alla «verità».
Secondo l'intervista trasmessa il 12 ottobre dal programma Focus di France 24, la sostenitrice dell'abolizione e scrittrice Sandrine Ageorges-Skinner ha puntato il dito contro la natura politica della pena di morte negli Stati Uniti. Nel corso della trasmissione ha dichiarato senza mezzi termini che la pena di morte negli USA «sostanzialmente rappresenta un'agenda politica, soprattutto in periodo elettorale».
Ageorges-Skinner è membro dell'associazione francese «Ensemble contre la peine de mort» e da anni porta avanti attività a favore dell'abolizione della pena di morte. Stando a quanto riportato da France 24, nella trasmissione ha esaminato in modo sistematico il modo in cui le pressioni elettorali, le carenze giudiziarie e l'etica medica concorrono nel plasmare l'applicazione della pena di morte negli Stati Uniti, inserendo in questa cornice il caso Christa Pike, gli errori procedurali nelle esecuzioni e il rischio di errori giudiziari.
France 24, citando le sue parole, ha sottolineato che giudici e procuratori eletti negli Stati Uniti «perseguono il risultato» nella giustizia penale, anziché «essere interessati alla verità». Questa affermazione costituisce l'interrogativo centrale dell'intera puntata. Nell'ottica di Ageorges-Skinner, quando la carriera di giudici e procuratori dipende dal voto, le sentenze capitali vengono calate nel ciclico gioco politico: l'«equità» cede il passo al «risultato», e il rischio di errori giudiziari ne è strutturalmente accresciuto.
Il programma ha affrontato inoltre le controversie sul piano dell'etica medica. Stando a quanto riportato da France 24, Ageorges-Skinner, attraverso il caso Christa Pike e i numerosi episodi definiti «errori nelle esecuzioni», ha messo in discussione la legittimità di un sistema che antepone l'ambizione politica all'equità della giustizia.
Ageorges-Skinner ha messo a confronto la prassi statunitense con l'impegno abolizionista della Francia. Secondo France 24, questo confronto evidenzia una realtà di squilibrio di potere: la Francia ha già abolito definitivamente la pena di morte, mentre funzionari giudiziari eletti negli Stati Uniti continuano a pronunciare sentenze capitali sotto la pressione del voto. Su questa premessa, ha sollevato interrogativi di fondo sui diritti umani e sul potere assoluto.
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