Poche minuti dopo la fine della telefonata tra Trump e Putin, il Tesoro USA annuncia la revoca delle sanzioni sul diesel russo
Il Dipartimento del Tesoro americano ha pubblicato un documento di autorizzazione pochi minuti dopo l'accordo verbale tra Trump e Putin sulle forniture di diesel, allentando le sanzioni sul diesel russo fino ad aprile 2027. Sotto la duplice pressione della spinta politica ad abbassare i prezzi del carburante prima delle elezioni di midterm e della tensione sull'offerta globale di diesel, la flessibilità dello strumento sanzionatorio è stata completamente esposta.
Secondo l'edizione internazionale del quotidiano The Hindu, il Dipartimento del Tesoro americano ha pubblicato il 9 ottobre un documento di autorizzazione che revoca le sanzioni sulle vendite di diesel russo, valido fino alle 00:01 del 7 aprile 2027, ora legale orientale (Eastern Daylight Time). La tempistica dell'annuncio è stata estremamente ravvicinata — solo pochi minuti dopo la fine della telefonata tra Trump e Putin, in cui le due parti avevano raggiunto un accordo sulla fornitura di diesel ai mercati statunitense e globale.
Il Dipartimento del Tesoro americano ha scritto nel comunicato: «... tutte le transazioni relative alla vendita, consegna, scarico o importazione (compresa l'importazione negli Stati Uniti) di carburante diesel prodotto dalla Federazione Russa, proibite dal Russian Harmful Foreign Activities Sanctions Regulations, sono autorizzate fino alle 00:01 del 7 aprile 2027, ora legale orientale».
The Hindu riporta che Trump ha dichiarato che la Russia consegnerà immediatamente oltre 300.000 tonnellate di diesel, altre 500.000 tonnellate a novembre e successivamente ulteriori 1.000.000 di tonnellate; per quanto riguarda le eventuali 3.000.000 di tonnellate aggiuntive, secondo quanto riportato in un post sulla piattaforma social Truth, dipenderà dalle condizioni delle raffinerie russe.
Il contesto diretto che ha spinto questo cambio di rotta politica è la continua ascesa dei prezzi globali del diesel. Gli attacchi ucraini alle raffinerie russe hanno costretto Mosca a imporre un divieto di esportazione sul diesel, mentre allo stesso tempo i colpi dei ribelli Houthi yemeniti alle raffinerie saudite hanno ulteriormente compresso l'offerta globale di carburante. Due arterie della catena di approvvigionamento che si sono strette simultaneamente hanno fatto sì che le stazioni di servizio e le utenze industriali americane subissero la pressione trasmessa direttamente.
Per Trump, le elezioni di midterm del Congresso di novembre rappresentano un orologio politico ben più urgente. Tra schede elettorali e prezzo del carburante, la leva delle sanzioni — che avrebbe dovuto esercitare pressione su Mosca e tagliare i fondi alla guerra — ha rapidamente ceduto il passo alle considerazioni elettorali interne.
I termini specifici e i meccanismi di esecuzione dell'accordo non sono ancora stati resi completamente pubblici, e resta da verificare se l'aumento delle forniture di diesel potrà effettivamente alleviare la pressione sui prezzi globali. Ma il solo fatto che tra una telefonata e la pubblicazione del documento di autorizzazione del Tesoro siano trascorsi pochi minuti rivela già la fragilità del sistema sanzionatorio, nella sua operatività concreta, rispetto alle fluttuazioni dei prezzi energetici e ai cicli politici interni.
Ancora nessun commento. Inizia la discussione.