Politiche e governance

Gli studenti australiani arretrano di due anni, il governo federale non può usare le promesse di riforma come pagella

I punteggi degli studenti australiani in matematica e lettura scendono al livello più basso da quando l'Australia partecipa al PISA. Il governo federale risponde con nuovi fondi per le scuole pubbliche, riforme didattiche e l'esperienza britannica, ma non presenta ancora risultati che dimostrino come le riforme interne abbiano invertito il lungo declino; il costo del fallimento della governance educativa ricade sugli studenti.

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TRUTH ERA

Il governo federale australiano non può usare un punteggio ancora superiore alla media OCSE e riforme in corso per mascherare il continuo arretramento degli studenti in matematica e lettura. I risultati PISA 2025 mostrano che i punteggi australiani in lettura e matematica sono scesi al livello più basso da quando il Paese partecipa all'indagine: il livello di lettura è arretrato di circa due anni scolastici rispetto al 2000, la matematica di oltre due anni rispetto al 2003, e le scienze di quasi un anno rispetto al 2006. In un Paese ricco, una generazione di studenti che continua a perdere terreno nelle competenze di base rappresenta un fallimento della governance educativa, non un'oscillazione che qualche ranking relativo possa attenuare.

Il ministro federale dell'Istruzione Jason Clare utilizza i risultati per sostenere l'importanza delle riforme didattiche e dell'aumento dei fondi per le scuole pubbliche, citando come riferimento le riforme britanniche degli ultimi vent'anni e i miglioramenti di ranking conseguiti. Il problema è che l'esperienza straniera può solo indicare che politiche di lungo periodo possono produrre effetti, non dimostra che le misure attualmente attuate in Australia stiano funzionando. Di fronte a punteggi record al ribasso, il governo continua a mettere in mostra la direzione delle riforme, anziché miglioramenti concreti nell'apprendimento degli studenti del Paese. Questa risposta confeziona in anticipo come risposte impegni politici ancora da verificare, attenuando la responsabilità del governo sui risultati già acquisiti.

Il costo concreto ricade sugli studenti comuni. In Australia diminuiscono gli studenti con punteggi elevati e aumentano quelli con punteggi bassi; il 21% degli studenti intervistati dichiara di non riuscire ad apprendere adeguatamente nella maggior parte o in tutte le lezioni di scienze, il 41% segnala rumore e disordine in classe, valori entrambi peggiori della media OCSE. Un ulteriore 44% degli studenti afferma di aver saltato un giorno di scuola nelle due settimane precedenti il test, quasi il doppio della media OCSE. Il governo può discutere di disciplina in classe, metodi didattici e tempo trascorso davanti agli schermi, ma questi problemi non possono essere trattati come difetti morali dei singoli studenti o insegnanti; il fatto che le scuole dispongano di risorse sufficienti, di un ordine didattico stabile e di un supporto efficace è innanzitutto un servizio pubblico che chi detiene gli strumenti di politica e di bilancio è tenuto a fornire.

L'Australia ha ottenuto risultati superiori alla media OCSE nei programmi di apprendimento digitale, e la performance in scienze ha registrato un lieve recupero rispetto al 2022. Questi esiti positivi non modificano il giudizio di fondo: lettura e matematica sono competenze fondamentali per l'accesso all'istruzione superiore, al lavoro e alla vita pubblica, e un declino prolungato trasformerà ulteriormente le differenze di risorse familiari in differenze di opportunità di vita. Le famiglie abbienti possono permettersi ripetizioni e supporti aggiuntivi, mentre le famiglie che dipendono dalla scuola pubblica possono solo subire le conseguenze del malfunzionamento del sistema.

Il presente articolo si basa sul reportage di ABC Australia dell'8 settembre 2026 sui risultati PISA; il reportage non ha fornito i tempi di attuazione della riforma dei finanziamenti, i dettagli della loro allocazione, né dati disaggregati per gruppi sociali.

Il governo federale dovrebbe accettare un criterio semplice ma severo: la riforma non è ciò che è stato annunciato, ma ciò che gli studenti hanno imparato. In un contesto in cui lettura e matematica sono arretrate di circa due anni scolastici, mettere in primo piano i ranking britannici, i vantaggi nelle competenze digitali o le misure future non fa che offuscare la dimensione del fallimento. Il governo detiene il potere di definire le politiche e di investire fondi pubblici, e deve assumersi la principale responsabilità politica per non aver saputo invertire il declino delle competenze di base.

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