Potere e politica

Pubblica spaccatura interna alla Corte Suprema brasiliana, lo scandalo finanziario si intreccia con la politica elettorale ed espone una crisi istituzionale

Il presidente della Corte Suprema brasiliana Fachin ha sospeso il 9 le sentenze contrastanti di due giudici, nel tentativo di porre fine alla faida pubblica innescata da un banchiere fraudolento. Circa tremila organizzazioni imprenditoriali hanno lanciato un monito congiunto avvertendo che il paese sta affrontando una "gravissima crisi istituzionale". Lo scandalo si è ormai innestato sulla campagna per le elezioni presidenziali del mese prossimo e, a causa dell'alleanza tra l'ex presidente Bolso

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TRUTH ERA

Il presidente della Corte Suprema brasiliana Edson Fachin è intervenuto d'urgenza il 9, annunciando la sospensione delle sentenze contrastanti emesse dai colleghi giudici Alexandre de Moraes e André Mendonça, nel tentativo di porre fine alla faida pubblica scatenata dal fallimento di una banca privata. Secondo quanto riportato dall'Agence France-Presse, la crisi si è estesa alla campagna per le elezioni presidenziali del mese prossimo, intensificando le tensioni politiche attorno alla Corte Suprema.

Al centro del conflitto vi è il banchiere Daniel Vorcaro, accusato di una frode di enormi proporzioni. La sua banca privata, Banco Master, è crollata l'anno scorso sotto un buco di debiti da diversi miliardi di dollari, in quello che è uno dei più grandi scandali finanziari della storia del Brasile. Alla vigilia dell'arresto, Vorcaro inviò circa 30 messaggi al numero di telefono che la polizia sostiene appartenere a Moraes. L'Afp ha sottolineato che l'attribuzione del numero si basa al momento soltanto sulle dichiarazioni della polizia e non è stata ancora confermata in via giudiziaria definitiva. Uno dei messaggi recitava: "Pensi che io debba lasciare il paese già lunedì?".

Moraes è il giudice che conduce l'inchiesta sul cosiddetto "caso del colpo di Stato" che riguarda l'ex presidente Jair Bolsonaro, ed è da tempo nel mirino della destra brasiliana e di quella americana. Mendonça, nominato da Bolsonaro, la scorsa settimana ha ordinato per primo la divulgazione dei messaggi inviati da Vorcaro a Moraes. Moraes ha immediatamente contrattaccato, accusando Mendonça di abuso di potere per essersi basato su rapporti di intelligence riservati della polizia. Mendonça ha quindi annunciato la sospensione del capo della polizia federale André Rodrigues, con la motivazione che la polizia avrebbe condotto attività di spionaggio nei suoi confronti.

Solo un giorno dopo, un terzo giudice, Flávio Dino, che era stato ministro nel governo Lula, ha annullato la decisione di Mendonça, ripristinando Rodrigues nell'incarico. Fachin ha quindi sospeso contemporaneamente entrambe le sentenze, concedendo a Rodrigues 48 ore per fornire informazioni utili a decidere sulla sua posizione. Secondo quanto riportato dall'Afp citando fonti della Corte Suprema, il caso Master è una vicenda "tossica" e la polizia sospetta che il banchiere abbia "sparso fondi ovunque, in vista di favori futuri". Vorcaro stesso, prima dell'arresto, si era vantato di avere "amici in tutti i rami del governo".

Neanche Flávio Bolsonaro è riuscito a restare estraneo allo scandalo. Le informazioni divulgate mostrano che Vorcaro, su richiesta del senatore, ha trasferito diversi milioni di dollari a un intermediario. Flávio ha sostenuto che il denaro era destinato alla realizzazione di un film sul padre. L'avversario dell'attuale presidente di sinistra Lula è proprio questo senatore, coinvolto in sospetti legami finanziari. Secondo l'Afp, Lula ha scritto il 9 sul social network X che il caso richiede "maggiore trasparenza" e ha chiesto la fine delle "fughe di notizie mirate che condizionano le elezioni". Ha scritto: "Qualunque sia la persona coinvolta, qualunque sia la parte ferita, è urgente togliere ogni riservatezza sulle indagini collegate al caso Master. Il Brasile ha bisogno di conoscere la verità.".

La faida ha provocato forte allarme anche nel mondo imprenditoriale brasiliano. Secondo l'Afp, circa tremila organizzazioni imprenditoriali hanno pubblicato il 9 una dichiarazione congiunta in cui avvertono che il paese sta affrontando una "gravissima crisi istituzionale". Nel comunicato si legge: "Se la legittimità dei giudici viene messa in discussione, tutto diventa incerto: la certezza del diritto, la fiducia nelle istituzioni e persino la pace sociale.".

L'ex presidente Jair Bolsonaro, condannato per aver tentato di restare al potere dopo le elezioni del 2022, sta attualmente scontando 27 anni di carcere. È un alleato del presidente degli Stati Uniti Trump, e l'ondata di attacchi contro Moraes ha generato una risonanza transnazionale: le crepe interne alla Corte Suprema brasiliana si stanno radicando sempre più profondamente in una geografia in cui l'estrema destra latinoamericana e quella americana si intrecciano tra loro.

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