Mondo e sicurezza

USA: colloqui a tre «produttivi», ma il giorno dopo l'allentamento delle sanzioni sul diesel russo l'aviazione russa rade al suolo un palazzo a Zaporizhzhia

Secondo Al Jazeera, l'amministrazione Trump ha da un lato ospitato colloqui a tre Usa-Ucraina-Europa definiti «produttivi», dall'altro ha annunciato la revoca delle sanzioni sul diesel russo. Il giorno dopo l'esercito russo ha colpito Zaporizhzhia uccidendo 20 civili, evidenziando il divario tra la retorica diplomatica occidentale e la realtà del campo.

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Secondo quanto riportato da Al Jazeera, l'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump ha ospitato questa settimana colloqui a tre tra Stati Uniti, Ucraina ed Europa, definiti «produttivi» dall'inviato americano, e ha annunciato la revoca delle sanzioni sulle esportazioni di diesel russo. Tuttavia, il giorno dopo l'annuncio di Trump sull'allentamento delle sanzioni, un missile russo ha distrutto un palazzo residenziale nella città meridionale ucraina di Zaporizhzhia, uccidendo 20 civili, tra cui 3 bambini, portando a tre il numero di attacchi con numerose vittime registrati nella stessa settimana.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha scritto in toni duri sui social media: «Oggi la Russia ha bombardato un palazzo residenziale di Zaporizhzhia con cinque bombe plananti per ringraziare gli Stati Uniti per la revoca delle sanzioni sulle esportazioni di diesel». Si tratta di una delle sue critiche più severe alla decisione della Casa Bianca.

Secondo quanto riportato da Reuters, citando funzionari locali, tra le vittime c'è una bambina di 6 anni. Mykhailo Sekhin, alto funzionario della regione di Zaporizhzhia, ha dichiarato che la Russia nelle prime ore di sabato ha lanciato attacchi simultanei contro diversi obiettivi. La città, che prima della guerra aveva oltre 700.000 abitanti, è da tempo bersaglio dei bombardamenti russi, e le offensive si sono intensificate nettamente negli ultimi mesi.

Da Kiev, la giornalista di Al Jazeera Audrey Mackarpin ha riferito che gli attacchi diurni stanno diventando sempre più comuni: all'inizio della settimana una bomba planante ha colpito una fermata dell'autobus, uccidendo 30 persone; a Kiev un numero crescente di droni a reazione ha colpito obiettivi nelle ore diurne. Ha sottolineato come questi eventi evidenzino la pericolosità della situazione in cui versano i civili ucraini.

Secondo le statistiche di Al Jazeera, nel solo arco da mercoledì a giovedì gli attacchi russi hanno causato la morte di quasi 80 civili, e l'attacco di Zaporizhzhia rappresenta il terzo episodio con numerose vittime della settimana.

Segnali contraddittori

L'inviato americano Steve Witkoff ha dichiarato venerdì che le «discussioni produttive» dei colloqui hanno riguardato «potenziali vie per attenuare e porre fine alla guerra con la Russia prima dell'arrivo dell'inverno, e per portare avanti gli sforzi verso una pace duratura». Secondo quanto riportato da Al Jazeera, Witkoff ha indicato che tra i partecipanti vi erano «E3, la Commissione europea, l'Ucraina e la NATO», e che i temi affrontati hanno riguardato la resilienza energetica, le esportazioni di grano, le garanzie di sicurezza e «accordi di difesa a più lungo termine per l'Ucraina e l'Europa per prevenire futuri conflitti». Ha inoltre menzionato che i colloqui hanno discusso «la ricostruzione postbellica e la prosperità economica dell'Ucraina, tra cui l'adesione all'Unione europea».

Ma la decisione di Trump di revocare le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo è direttamente collegata agli sforzi della sua amministrazione per far fronte al rialzo dei prezzi del carburante: il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha fatto lievitare notevolmente i prezzi del petrolio negli USA. Kiev aveva a lungo esortato Washington ad aumentare la pressione su Mosca per costringerla a negoziare seriamente al fine di porre fine a questa guerra, che dura da quattro anni e mezzo, e gli strumenti sanzionatori sono proprio uno dei pilastri centrali di questa strategia di pressione. Sull'effettiva portata della revoca delle sanzioni, sulla presenza o meno di condizioni e su un eventuale legame con il comportamento russo sul campo, il servizio di Al Jazeera non fornisce chiarimenti precisi.

Il capo della diplomazia dell'UE, Kaja Kallas, ha rilasciato una dichiarazione dura al riguardo sabato. Ha scritto: «Non è questo il momento di allentare la pressione sulla Russia, e l'Europa non lo farà». Ha avvertito che la revoca delle sanzioni sul diesel russo alimenterà la macchina da guerra del Cremlino contro l'Ucraina.

Nel frattempo, Trump ha criticato gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe, sostenendo che queste azioni hanno fatto salire i prezzi globali del petrolio; Kiev rivendica invece che entrambe le parti dovrebbero cessare completamente ogni attacco contro le infrastrutture energetiche, dato che Mosca continua a colpire le infrastrutture energetiche ucraine.

Secondo quanto riportato dall'Agence France-Presse, la delegazione di funzionari ucraini che aveva visitato Miami, in Florida, è ripartita sabato per tornare in patria; lo ha reso noto l'assistente presidenziale Dmytro Lytvyn.

Stallo e rischio di escalation

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dato giovedì una valutazione ancora più cupa del conflitto. Ha avvertito che il conflitto è precipitato in un pericoloso «stallo», e ha sottolineato che il fallimento dei negoziati accrescerebbe il rischio di un'ulteriore escalation. «Il modo alternativo per uscire dallo stallo è l'escalation», ha dichiarato Rubio ai giornalisti, lanciando un'esplicita avvertenza sul rischio che il conflitto possa estendersi ai Paesi vicini della NATO.

Questa sequenza di eventi porta sotto i riflettori le crepe interne della politica americana verso la Russia: da un lato la retorica diplomatica che delinea un piano di pace e impegni per la sicurezza energetica, dall'altro lo spazio di respiro economico concesso a Mosca sotto la pressione delle realtà del campo di battaglia. La coerenza delle sanzioni come leva di pressione — che è una delle richieste fondamentali sostenute a lungo da Kiev e Bruxelles — si sta erodendo per via delle politiche interne di Washington legate ai prezzi del petrolio, e il costo di tutto ciò ricade sui civili in prima linea.

Secondo Al Jazeera, i contenuti concreti delle proposte emerse dai colloqui a tre e la loro effettiva vincolatività per le parti russa e ucraina restano poco chiari; e il nesso tra il rialzo dei prezzi del petrolio e l'allentamento delle sanzioni è attualmente sostenuto soprattutto dalla narrazione dei funzionari americani, in mancanza di verifiche indipendenti.

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