Insediati israeliani sequestrano un'auto per strada a Ramallah; Al Jazeera parla di almeno 19 episodi di violenza in Cisgiordania in un giorno
Secondo quanto riportato da Al Jazeera il 9 ottobre, insediati israeliani hanno aggredito il padre di un ragazzo palestinese a Ramallah e hanno sequestrato la sua auto privata; il ragazzo è fuggito dopo l'accaduto. L'emittente riferisce inoltre che nella mattinata di venerdì sono stati registrati almeno 19 episodi di violenza attribuiti all'esercito israeliano e agli insediati in tutta l'area, definendoli con il termine "pogrom".
Insediati israeliani hanno aggredito per strada il padre di un ragazzo palestinese nella città di Ramallah, in Cisgiordania, sequestrandone l'auto privata; il ragazzo è fuggito dal luogo dell'incidente. Le immagini video pubblicate da Al Jazeera il 9 ottobre hanno documentato la dinamica: nel filmato si vedono gli insediati radunati nelle strade di Ramallah mentre accerchiano un'auto privata e la portano via forzandone la guida.
Secondo quanto riportato da Al Jazeera, nella mattinata di venerdì sono stati registrati almeno 19 episodi di violenza attribuiti all'esercito israeliano e agli insediati in tutta la Cisgiordania occupata; l'emittente ha qualificato tali episodi con il termine "pogrom". Al momento non esistono fonti indipendenti che abbiano effettuato una verifica incrociata del dato delle "19" violenze né dei dettagli dei singoli casi.
Dal punto di vista delle strutture di potere, gli episodi di violenza degli insediati presentano tratti palesemente organizzativi. La Cisgiordania si trova sotto occupazione militare israeliana; la costruzione degli insediamenti è promossa e tollerata da lungo tempo a livello statale, e la popolazione degli insediati gode di una posizione fortemente asimmetrica rispetto ai residenti palestinesi sul piano della giurisdizione e della sicurezza. Quando l'esercito israeliano e gli insediati agiscono in modo coordinato, oppure quando, dopo i fatti, l'esercito non interviene tempestivamente per fermarli, questi comportamenti non possono essere ridotti alla semplice categoria di "scontro civile". L'impiego del termine "pogrom" da parte di Al Jazeera per qualificare collettivamente le azioni di quella giornata riflette una linea editoriale che denuncia la violenza avallata dallo Stato, e mette direttamente in luce il divario strutturale tra insediati e palestinesi quanto a identità, uso della forza e meccanismi di responsabilità.
Al momento, il servizio di Al Jazeera non riferisce se l'auto sequestrata sia stata restituita, non precisa l'identità del ragazzo né indica se l'episodio sia entrato in un procedimento legale.
Ancora nessun commento. Inizia la discussione.